
L’escalation in Iran influisce sul mercato petrolifero e sulle Borse europee
L’aumento delle tensioni in Iran ha portato il prezzo del petrolio oltre i 95 dollari al barile, esercitando una pressione significativa sui mercati azionari. Le Borse europee hanno registrato una giornata caratterizzata da fluttuazioni, influenzate da opinioni divergenti riguardo alla durata del conflitto. Nel finale di giornata, i mercati hanno mostrato un ulteriore deterioramento, in seguito alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, il quale ha affermato di non essere intenzionato a negoziare un accordo di pace.
A Londra, l’indice ha subito una flessione dell’1,33%, mentre Parigi ha visto una diminuzione dello 0,98%. Francoforte ha perso l’1,5%, Madrid l’1,2% e Milano ha chiuso con un calo dello 0,7%. La Borsa di Milano ha chiuso in negativo, influenzata dalle notizie contrastanti riguardanti il conflitto in Iran. Il Ftse Mib ha registrato una perdita dello 0,7%, attestandosi a 43.701 punti, in gran parte a causa delle performance del settore bancario.
In particolare, Unicredit ha visto un decremento del 2%, mentre Intesa Sanpaolo ha perso l’1,8%. Tuttavia, a mitigare il calo, Eni ha guadagnato l’1,98%, con un valore di 23,64 euro. Anche Saipem ha avuto una prestazione positiva, segnando un incremento del 5,8% a 3,8 euro, e Recordati ha visto un aumento del 4,7%, arrivando a 48,4 euro.
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