
Fabrizio Palermo è ritenuto idoneo a dirigere anche Monte dei Paschi di Siena (Mps), poiché la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp), che ha già guidato, richiede competenze equivalenti a quelle necessarie per una banca di rilevanza sistemica. Questa affermazione proviene da un’intervista rilasciata ad AdnKronos da Angelo De Mattia, analista economico, editorialista ed ex dirigente di Bankitalia.
De Mattia contesta le affermazioni secondo cui la Banca Centrale Europea (Bce) avrebbe dubbi sulla candidatura di Palermo e ribadisce che “la natura finanziaria della Cdp non può essere messa in discussione”. La Cdp è definita un “intermediario finanziario di primaria importanza”, assimilabile a categorie più vicine al sistema bancario e soggette a vigilanza.
Secondo De Mattia, “siamo in presenza di una realtà che si avvicina a un conglomerato”, considerata l’ampiezza delle partecipazioni e la complessità delle operazioni. Egli sottolinea che essere alla guida della Cdp non rappresenta un impegno inferiore rispetto a quello richiesto per una banca. De Mattia respinge con fermezza l’idea che l’incarico alla Cdp sia meno gravoso: “Non è affatto un minus, anzi, per importanza, complessità e funzioni, non vedo differenze tra l’amministratore delegato della Cdp e quello di una grande banca”.
Aggiunge che la Cdp richiede un impegno che non è in alcun modo inferiore a quello di una banca di sistema. Riguardo a possibili obiezioni legate alla mancanza di una natura bancaria, De Mattia spiega che esiste una questione sia di sostanza che di forma. Sebbene la Cdp sia formalmente un intermediario finanziario, possiede “peculiarità tali da avvicinarla, anche formalmente, a una banca”, essendo sottoposta alla vigilanza della Banca d’Italia.
De Mattia ricorda che in passato la Banca d’Italia affermava che la forma fosse meno rilevante della sostanza, dato che l’attività della Cdp la portava a operare come una vera e propria banca. Invita a non considerare l’istituzione come era decenni fa, poiché “chi pensa alla Cdp di un tempo non tiene conto della riforma dei primi anni 2000”. Oggi, evidenzia, la Cdp è “un soggetto pubblico con piena operatività sul mercato”, dotato di autonomia e al di fuori del perimetro del debito pubblico.
Questo risultato è stato raggiunto anche grazie alla presenza delle fondazioni bancarie nell’azionariato, che ha permesso di creare “un punto di equilibrio tra natura pubblica e operatività di mercato”. Infine, riguardo alla posizione della Bce, De Mattia si mostra cauto ma scettico: “Se davvero dovesse esprimersi in tali termini, sarei molto curioso di leggere le motivazioni”. Conclude affermando che, allo stato attuale, non crede sia possibile giungere a una simile conclusione, aggiungendo che, se ciò accadesse, sarebbe sicuramente una posizione discutibile. (di Andrea Persili)








