Analisi della Situazione del Mercato Petrolifero in Relazione ai Conflitti in Medioriente

Alessandro Gorla, presidente della Siot, l’oleodotto che trasporta petrolio dal porto di Trieste verso l’Austria e la Baviera, ha dichiarato che, nonostante le tensioni attuali nello stretto di Hormuz, i volumi di petrolio che arrivano a Trieste non hanno subito variazioni significative. Sebbene si registri un aumento dei prezzi, questo fenomeno non ha ancora avuto un impatto rilevante sulla domanda.

Gorla ha spiegato che la situazione per Tal rimane, a livello di volumi, abbastanza stabile. Non si osservano effetti tangibili sui carichi in arrivo e, di conseguenza, sulle consegne. Anche se le quantità di petrolio provenienti dalla regione sono inferiori, continuano comunque ad arrivare. Ad esempio, è in corso il trasporto di petrolio iracheno attraverso tubazioni verso la Turchia e di petrolio saudita via Mar Rosso. Attualmente, ci sono due cargo ancorati che testimoniano che alcune forniture riescono a superare il blocco di Hormuz. Tuttavia, Gorla ha messo in evidenza che paesi come Kuwait, Qatar e Bahrain sono attualmente esclusi dal mercato, rappresentando un problema significativo.

In merito alla situazione globale di instabilità, Gorla ha descritto il contesto come “molto complicato” e “complesso”, un quadro che era già critico prima degli eventi recenti nel Golfo. Negli ultimi cinque o sei anni, il mercato ha affrontato diversi shock, dovuti alla pandemia, all’invasione dell’Ucraina, alle guerre commerciali e ora alla crisi nello stretto di Hormuz. Questi eventi hanno avuto ripercussioni sul mercato petrolifero, con effetti più evidenti negli ultimi anni rispetto ai due decenni precedenti. Gorla ha concluso affermando che ci troviamo a navigare in acque sconosciute.

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