
Il Turismo Organizzato Sotto Pressione: Prezzi Elevati del Carburante e Cambio Sfavorevole
Il settore del turismo organizzato continua a fronteggiare una duplice penalizzazione: da un lato, i costi del carburante si attestano su valori molto elevati, dall’altro, il dollaro si rafforza rispetto all’euro. Questi elementi impattano direttamente sui costi del trasporto aereo e, di conseguenza, sull’offerta di pacchetti viaggio, aggravando ulteriormente la situazione per le imprese italiane. Queste considerazioni sono state espresse da Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi Confesercenti, durante un’intervista con l’ANSA, in un momento di grande incertezza dopo l’allerta lanciata da Ryanair.
La compagnia aerea ha comunicato che i fornitori di carburante dispongono di scorte sufficienti fino a metà o fine maggio. Tuttavia, se la guerra in Iran dovesse risolversi rapidamente, l’approvvigionamento potrebbe continuare senza interruzioni; al contrario, se la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi, ci sarebbero rischi per la disponibilità di carburante in alcuni aeroporti europei.
Rebecchi ha sottolineato che “le agenzie di viaggio e i tour operator non possono essere chiamati a sopportare indefinitamente gli shock di origine internazionale”. Senza interventi specifici, si corre il rischio di una contrazione della domanda e di un indebolimento dell’intera filiera turistica. Secondo Assoviaggi, è fondamentale mantenere un monitoraggio costante sull’andamento del prezzo del jet fuel e sul tasso di cambio, valutando misure di sostegno e strumenti di compensazione per evitare che l’onere di questi fattori venga interamente trasferito su imprese e consumatori.
“Le agenzie di viaggio hanno bisogno di regole più chiare, di un quadro normativo stabile e di un dialogo costante tra istituzioni e settore privato”, ha concluso Rebecchi. “Il turismo rappresenta un comparto strategico per l’economia nazionale, ma è necessario implementare politiche che possano attenuare l’impatto di dinamiche esterne non controllabili dalle imprese”.
Analizzando le ultime quotazioni disponibili, il prezzo del jet fuel, che rappresenta la principale voce di costo per le compagnie aeree, è attualmente di 4,02 dollari al gallone, come riportato dall’Argus US Jet Fuel Index nell’ultima pubblicazione del 23 marzo 2026. A livello globale, il Fuel Price Monitor dell’Iata, basato sulle quotazioni Platts, segnala un prezzo medio settimanale del carburante aviation pari a 197 dollari al barile, con un incremento del 12,6% su base settimanale, evidenziando una tensione molto alta sui mercati.
In aggiunta, l’andamento del cambio euro-dollaro incide ulteriormente sui costi per gli operatori europei. Attualmente, l’euro si posiziona su livelli di debolezza rispetto al dollaro, scambiandosi intorno a 1,15 dollari, il che amplifica l’impatto dei rincari del carburante, acquistato sui mercati internazionali in valuta statunitense.
Questa combinazione di fattori potrebbe portare a un aumento strutturale dei costi operativi lungo tutta la filiera del turismo organizzato, con conseguenze dirette sui prezzi dei biglietti aerei, sulla programmazione dei pacchetti viaggio e sulla capacità di spesa delle famiglie, in un momento cruciale di avvicinamento alla stagione turistica.