I rincari dei biglietti aerei e i tagli ai voli stanno diventando sempre più evidenti. A partire da ieri, in quattro aeroporti italiani — Milano Linate, Bologna, Treviso e Venezia — sono state attuate limitazioni nelle forniture di carburante, che resteranno in vigore fino al 9 aprile. Air Bp Italia, uno dei principali fornitori del settore, ha comunicato che la priorità verrà riservata ai voli di emergenza, ai voli di Stato e a quelli con una durata superiore a tre ore. Pierluigi Di Palma, presidente dell’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC), ha sottolineato che queste difficoltà sono legate all’intenso traffico pasquale e non alla situazione nello Stretto di Hormuz.

Tuttavia, la situazione potrebbe diventare critica se la guerra in Medio Oriente dovesse continuare. Le due maggiori compagnie aeree europee, Ryanair e Lufthansa, hanno già sollevato preoccupazioni riguardo ai rischi di approvvigionamento negli hub europei, con i primi problemi che potrebbero manifestarsi già a fine maggio.

Aumenti e approvvigionamento del cherosene

Le compagnie aeree stanno affrontando un raddoppio del prezzo del jet fuel e la possibilità che, nei prossimi mesi, le forniture non siano sufficienti a soddisfare la domanda. Di conseguenza, molte aziende hanno iniziato a prendere contromisure, tra cui la riduzione delle partenze e l’aumento dei prezzi dei biglietti.

Il nodo Hormuz

Secondo il monitoraggio del Fondo Monetario Internazionale, la chiusura dello Stretto di Hormuz, un’importante via di transito per l’energia mondiale, ha portato a una drastica riduzione del numero di navi cisterna, passando da una media di 60 al giorno (fino al 28 febbraio) a un massimo di due dopo lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Israele da un lato e l’Iran dall’altro. Tra queste navi ci sono anche quelle che trasportano migliaia di barili di cherosene verso l’Europa.

Le stime dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo

L’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) stima che circa il 25-30% della domanda europea di carburante per aerei provenga dal Golfo Persico, rendendo l’Europa particolarmente vulnerabile agli effetti della guerra. Se il conflitto dovesse protrarsi, le forniture di carburante per i voli in Europa potrebbero subire interruzioni già a partire da maggio.

Ryanair a rischio tra fine maggio e giugno

Ryanair, per il momento, non ha annunciato cancellazioni, ma prevede che le difficoltà potrebbero manifestarsi nel pieno dell’estate. La compagnia sta considerando di ridurre il numero di voli tra il 5 e il 10% nei mesi di giugno, luglio e agosto, e un aumento dei costi per i passeggeri del 4%. «Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione», ha dichiarato la low cost. Attualmente, i fornitori possono garantire le forniture fino a metà o fine maggio. Tuttavia, se non ci sarà una tregua entro giugno, «non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei».

Lufthansa e ITA Airways

Il Gruppo Lufthansa, che possiede il 41% di ITA Airways, sta valutando di fermare tra i 20 e i 40 aerei, parcheggiandoli negli hangar. In uno scenario peggiore, con 40 aerei sospesi, Lufthansa bloccherebbe quasi il 5,5% della sua flotta di 737 mezzi. Un team è stato incaricato di analizzare la situazione e predisporre eventuali misure, ha dichiarato l’amministratore delegato Carsten Spohr durante una riunione virtuale con i dipendenti, secondo quanto riportato dal quotidiano tedesco Handelsblatt.

Questa situazione potrebbe influenzare anche ITA Airways, con una possibile sospensione del 5,4% dei velivoli, corrispondente a circa 3-4 aerei della compagnia italiana.

Scandinavian Airlines e United Airlines

Scandinavian Airlines (SAS) ha iniziato a ridurre i voli a marzo, cancellando centinaia di decolli, mentre ad aprile prevede di annullare mille voli. Anche United Airlines ha annunciato tagli nei prossimi due trimestri, riducendo del 3% i voli in fasce orarie a bassa richiesta e del 5% complessivamente entro la fine dell’anno. La compagnia ha già aumentato le tariffe per il bagaglio da stiva, portandole a 45 e 55 dollari.

Air New Zealand e Vietnam Airlines

Air New Zealand ha comunicato la cancellazione del 5% dei voli, pari a circa 1.100, fino ai primi di maggio, costringendo 44mila passeggeri a cercare alternative. Vietnam Airlines, scelta da molti turisti italiani, ha sospeso sette rotte domestiche e 23 voli a settimana dal primo aprile, con ulteriori riduzioni previste nel prossimo trimestre se il prezzo del jet fuel rimarrà tra 160 e 200 dollari al barile.

Aumenti dei biglietti e delle tariffe bagagli

Le compagnie aeree asiatiche, tra cui Emirates, Qatar Airways ed Etihad Airways, hanno già intrapreso misure drastiche, con conseguenti ripercussioni sui costi dei biglietti. Qantas, Cathay Pacific e Air India hanno aumentato le tariffe, mentre Air France-KLM ha annunciato un rincaro di 50 euro sui biglietti economy per i voli intercontinentali.

Lorenzo Lagorio, country manager per l’Italia di easyJet, ha affermato che ci saranno inevitabili ricadute sui prezzi. «Tutti gli operatori subiranno aumenti; se diventano strutturali, si rifletteranno sulle tariffe», ha dichiarato. Anche Jet Blue ha annunciato un incremento delle tariffe per il bagaglio, giustificandolo con l’aumento dei costi operativi.

Gli operatori consigliano di acquistare un’assicurazione

In uno scenario complesso come quello attuale, con aumenti e possibili cancellazioni, gli operatori raccomandano di considerare l’acquisto di un’assicurazione, sebbene ciò possa aumentare ulteriormente le spese per i consumatori. Secondo RimborsoAlVolo, una società specializzata in assistenza aerea, eventuali restrizioni dovute a carenza di carburante non darebbero diritto al risarcimento previsto dalla legge comunitaria in caso di cancellazione del volo.

Le misure dell’UE

L’Unione Europea ha già esortato a limitare l’uso dei carburanti. Il commissario europeo all’energia, Dan Jørgensen, ha inviato una lettera ai 27 Stati membri, invitando a razionare le scorte e a preferire mezzi pubblici rispetto all’auto privata, oltre a promuovere il lavoro da remoto quando possibile. Sono state suggerite anche misure per dissuadere i voli non essenziali, con un avvertimento: «Lo choc sarà prolungato».

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