EasyJet in crescita in Borsa dopo il rifiuto di un’offerta di acquisizione

EasyJet ha registrato un incremento del 3% nel mercato azionario di Londra, in seguito al rifiuto, per la terza volta, di un’offerta di acquisizione presentata dal fondo di investimento americano Castlelake. La dimensione della proposta ha contribuito a far salire il valore del titolo, mentre gli investitori iniziano a valutare il reale valore della compagnia low-cost in un contesto di crisi per il carburante, aggravata dalla chiusura dello stretto di Hormuz, che ha portato le compagnie aeree concorrenti a prevedere il suo possibile fallimento.

L’offerta di Castlelake è stata resa pubblica dopo che il consiglio di amministrazione di EasyJet ha nuovamente deciso di non aprire trattative. Nell’ultima proposta, il fondo ha offerto 625 pence per azione, valutando l’intera compagnia britannica quasi 5 miliardi di sterline, equivalenti a circa 5,7 miliardi di euro. Questo prezzo rappresenta un premio del 59% rispetto al valore di mercato registrato il 28 maggio, l’ultimo giorno prima che la partecipazione di Castlelake in EasyJet diventasse di pubblico dominio.

Nei precedenti tentativi, il fondo aveva avanzato un’offerta iniziale di 560 pence per azione, successivamente aumentata a 600 pence, fino ad arrivare all’attuale proposta di 625 pence. Tutti e tre i tentativi sono stati respinti senza che il consiglio britannico avviasse un dialogo.

In base alla regola "Put Up or Shut Up", Castlelake ha tempo fino a venerdì alle 17:00 ora di Londra per formalizzare un’offerta pubblica d’acquisto o ritirarsi temporaneamente dalla trattativa. Questa scadenza spiega perché il fondo abbia scelto di rendere pubblici i termini dell’offerta, bypassando il consiglio e rivolgendo direttamente un appello agli azionisti.

In una nota, Castlelake ha dichiarato: «A seguito del rifiuto di queste tre proposte da parte del consiglio di EasyJet e vista l’assenza di disponibilità a un dialogo costruttivo, abbiamo reso nota questa terza proposta per permettere agli azionisti di valutare i suoi meriti e di esprimere il proprio parere al consiglio prima della scadenza della regola “Put Up or Shut Up” di venerdì prossimo».

Per attrarre gli azionisti più fedeli, il fondo ha incluso un’opzione poco comune: la possibilità di optare, in alternativa al pagamento in contante, per una quota azionaria parziale nella società risultante dall’acquisizione. Questo permetterebbe a chi lo desidera di mantenere una partecipazione in EasyJet anche dopo un eventuale cambio di controllo.

In merito alle sue intenzioni industriali, Castlelake ha rassicurato: «Il nostro obiettivo è supportare EasyJet per renderla una compagnia aerea europea più forte e resiliente, sotto controllo europeo, rispettando le preziose risorse della società e continuando a supportare la sua rete, servendo i passeggeri e consentendo la crescita futura. Castlelake si impegna a collaborare in modo costruttivo con dipendenti, autorità di regolamentazione e governo, mantenendo trasparenza durante tutto il processo».

Il riferimento al «controllo europeo» è significativo: per mantenere la licenza di operatore europeo, EasyJet deve rispettare specifici requisiti di proprietà comunitaria, una questione cruciale in un’eventuale acquisizione da parte di un fondo statunitense. Ora la parola passa agli azionisti. Se il consiglio continuerà a opporsi, sarà il mercato e il voto degli azionisti a stabilire se l’offerta giustifica il suo valore.

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