Le principali borse europee mostrano segnali di debolezza a metà della seduta conclusiva della settimana. Le vendite si concentrano in particolare nel settore dei semiconduttori, influenzate dal calo di Apple a New York avvenuto nella giornata precedente.

Le performance negative si estendono anche ai comparti petrolifero e della difesa. Francoforte segna una flessione del 1,35%, seguita da Milano con una diminuzione dell’1,3%. Anche Londra (-0,9%), Parigi (-0,85%) e Madrid (-0,55%) registrano perdite. I future statunitensi si muovono in territorio negativo, in attesa dei dati relativi agli indici dell’Università del Michigan.

Il prezzo del greggio continua a scendere, con il Wti in calo del 2,3% a 70,3 dollari al barile e il Brent del 2,7% a 73,23 dollari. Al contrario, il gas registra un incremento dell’1,25% a 40,91 euro al MWh, mentre lo stretto di Hormuz resta sotto osservazione dopo un recente attacco a una nave mercantile di Singapore. L’oro, invece, guadagna terreno con un aumento dell’1,77% a 4.054,77 dollari l’oncia. Il dollaro si mantiene debole, scambiandosi a 1,14 rispetto all’euro e a 1,32 rispetto alla sterlina. Il differenziale tra Btp e Bund decennali tedeschi sale a 73,5 punti, con il rendimento annuo dei titoli italiani che scende di 0,5 punti al 3,58%, quello tedesco di 0,9 punti al 2,85% e quello francese di 0,5 punti al 3,62%.

Nel settore dei semiconduttori, i produttori come Infineon (-3,6%), Asm (-3%) e Stm (-2,7%) subiscono vendite significative. Anche i titoli legati alla difesa mostrano debolezza, con Fincantieri in calo del 5,22%, Kongsberg del 2,7% e Leonardo dell’1,88%.

Il ribasso del prezzo del greggio impatta negativamente su Saipem (-5,29%) e Sbm Offshore (-3,33%), insieme a Bp (-1,98%), Eni (-1,25%), TotalEnergies (-1,2%) e Shell (-1,1%).

Il settore bancario non è immune alle vendite, con Banco Bpm in calo dell’1,8%, Intesa dell’1,6%, Mps dell’1,4%, Bper dell’1,35% e Mediobanca e Unicredit entrambe a -1,1%. Commerzbank mostra un calo più contenuto dello 0,25%, mentre Banca Ifis crolla del 37,48%, annunciando la cessione delle sue attività legate ai crediti deteriorati.

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