Home Economia Per gestire le difficoltà economiche sono necessarie politiche rigorose.

Per gestire le difficoltà economiche sono necessarie politiche rigorose.

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Le tensioni nell’economia globale complicano il compito delle banche centrali di mantenere la stabilità dei prezzi e quella finanziaria. Le debolezze strutturali nel settore finanziario e fiscale potrebbero compromettere il progresso economico e minacciare la prosperità futura. La situazione potrebbe subire cambiamenti significativi a causa dell’espansione dell’intelligenza artificiale (AI), mentre shock di offerta sempre più frequenti potrebbero rendere l’inflazione più persistente.

Sebbene l’economia e il sistema finanziario abbiano dimostrato una certa resilienza finora, non possiamo darlo per scontato. Le sfide attuali richiedono un’azione decisa e disciplinata per rafforzare le fondamenta economiche e proteggere il sistema finanziario per il futuro. Le politiche pubbliche devono concentrarsi su tre priorità: garantire la stabilità dei prezzi, ripristinare le finanze pubbliche e rafforzare la stabilità finanziaria oltre il perimetro bancario.

Nel nostro Rapporto Economico Annuale, la Banca dei Regolamenti Internazionali mette in evidenza quattro punti critici per l’economia globale: la risorgenza dell’inflazione, l’entusiasmo per l’AI e le vulnerabilità finanziarie. A complicare ulteriormente questi rischi vi è un contesto di finanze pubbliche già sotto pressione.

L’inflazione ha ripreso a farsi sentire. La chiusura dello Stretto di Hormuz rappresenta l’ultimo di una serie di shock dal lato dell’offerta. Questo evento ha innescato una crisi nell’approvvigionamento di energia e altre materie prime, provocando un aumento dei prezzi a livello globale che potrebbe rimanere. Una questione cruciale è se gli aumenti iniziali dei prezzi diventeranno permanenti. Il ricordo della spirale inflazionistica post-pandemia è ancora vivo, aumentando il rischio che imprese e famiglie possano contribuire a un ciclo di prezzi in crescita. Queste dinamiche esercitano ulteriore pressione su finanze pubbliche già indebitate.

L’intelligenza artificiale rappresenta la più significativa innovazione tecnologica della nostra epoca. Essa promette di migliorare la produttività, stimolando i consumi e favorendo la crescita a lungo termine. Tuttavia, è possibile che emergano anche esiti negativi. L’automazione guidata dall’AI potrebbe portare a perdite di posti di lavoro, riducendo i consumi, soffocando l’innovazione e, in ultima analisi, limitando la crescita economica. L’impatto sull’inflazione rimane incerto; pertanto, i responsabili delle politiche devono proseguire con cautela, cercando di bilanciare le promesse di produttività derivanti dall’AI con i rischi di guadagni economici diseguali.

L’attuale ondata di ottimismo riguardo all’AI ha generato un boom degli investimenti, ma comporta il rischio di surriscaldamento. La storia offre diversi esempi di avvertimento, dalla mania ferroviaria degli anni ’40 dell’Ottocento alla bolla delle dot-com alla fine degli anni ’90, in cui innovazioni tecnologiche hanno portato a eccessi speculativi. L’AI potrebbe seguire un percorso simile se gli investimenti non garantiranno rendimenti elevati. Una dipendenza crescente dal debito amplifica i rischi, rendendo il settore più vulnerabile a correzioni brusche.

Le pressioni fiscali future potrebbero manifestarsi in condizioni meno favorevoli rispetto al passato. Le tensioni sulle finanze pubbliche colpiscono sia le economie avanzate che quelle emergenti. I livelli di indebitamento sono vicini ai massimi storici dopo la Seconda guerra mondiale. I governi tendono a spendere in modo aggressivo durante le recessioni, ma non riescono a ricostituire le riserve durante i periodi di crescita. Non è chiaro quando il debito diventerà insostenibile.

È fondamentale che i governi consolidino i propri bilanci nei periodi di crescita per creare margini di manovra in caso di shock avversi, che intensificano le pressioni sulla spesa pubblica. L’attenzione deve essere rivolta all’aumento della produttività, all’ampliamento della base imponibile, all’attrazione di capitali privati e allo sblocco di risorse per infrastrutture critiche.

Le vulnerabilità finanziarie potrebbero raggiungere un punto critico. I prezzi degli asset, già sotto pressione, potrebbero subire un brusco crollo in caso di aumento dei tassi di interesse o di rendimenti deludenti nell’ambito dell’AI. La crescente presenza degli operatori non bancari aggiunge un ulteriore livello di complessità. Gli hedge fund hanno assunto un ruolo sempre più rilevante nei mercati del debito sovrano, diventando i principali detentori di titoli di Stato, soprattutto nelle economie avanzate. La loro dipendenza da finanziamenti a breve termine rende il sistema più fragile.

Questo panorama in evoluzione ha creato un nuovo legame tra debito sovrano e sistema finanziario, dove le tensioni potrebbero diffondersi rapidamente oltre i confini e tra istituzioni finanziarie di vario tipo. I valori dei titoli di Stato sono sempre più soggetti a fluttuazioni brusche, riflettendo preoccupazioni relative alla liquidità e alla sostenibilità fiscale. Un elevato livello di leva finanziaria può amplificare tali oscillazioni, aumentando il rischio di disfunzioni di mercato.

Queste pressioni pongono sfide alle banche centrali. Potrebbero esserci valide ragioni per intervenire al fine di stabilizzare i mercati in difficoltà. Tuttavia, interventi frequenti o su larga scala comportano costi significativi, tra cui l’incoraggiamento a comportamenti rischiosi, l’offuscamento dei segnali di politica monetaria e l’indebolimento della disciplina fiscale. Le misure di sostegno delle banche centrali dovrebbero essere progettate in modo da essere temporanee e mirate, per affrontare le tensioni di mercato senza incoraggiare comportamenti irresponsabili.

Per preservare il potere d’acquisto delle famiglie e delle imprese, le banche centrali devono mantenere la loro determinazione nel garantire la stabilità dei prezzi a beneficio del pubblico. Devono farlo senza interferenze politiche a breve termine, consentendo loro di ancorare le aspettative di inflazione e stabilizzare i tassi di interesse a lungo termine.

La regolamentazione gioca un ruolo cruciale. I responsabili politici devono applicare standard rigorosi a rischi simili, indipendentemente dalla loro origine, sia essa bancaria o non bancaria. Il rafforzamento delle misure di salvaguardia migliorerà la resilienza del sistema finanziario.

Per costruire le basi di un’economia globale più stabile e resiliente, i responsabili delle politiche devono destreggiarsi tra le correnti contrastanti del progresso dell’AI e i pericoli di un’inflazione potenzialmente persistente, di un alto debito pubblico e di vulnerabilità finanziarie. I ritardi saranno costosi e aumenteranno la probabilità di dover affrontare scelte difficili in futuro. Affrontare queste sfide richiederà un’azione decisiva a livello di politiche monetarie, fiscali e normative, nonché una continua cooperazione internazionale.

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