
Analisi sull’Intelligenza Artificiale: Controllo e Valori
Gran parte del dibattito pubblico sull’intelligenza artificiale (AI) oggi si concentra su ciò che essa può fare. Nuove capacità emergono quasi settimanalmente, accompagnate da comprensibili interrogativi riguardo alla sicurezza, alla fiducia e al controllo. Tuttavia, le domande più rilevanti sono: chi controlla l’infrastruttura dietro l’AI? E quali valori è progettata per proteggere?
Rispondere a queste domande influenzerà non solo il funzionamento dell’AI, ma anche gli interessi che essa serve. Mentre governi, aziende e cittadini si confrontano con il futuro dell’AI, abbiamo oggi un’opportunità cruciale per garantire che i fondamenti dell’AI siano progettati a favore dell’umanità. Le scelte che facciamo ora determineranno se l’AI resterà un bene posseduto e diretto da un numero ristretto di attori, oppure una risorsa che può essere modellata e governata in modo più ampio nell’interesse pubblico.
Questo è diventato ancora più evidente di recente, quando l’azione del governo statunitense di sospendere l’accesso a Mythos ha preoccupato governi e aziende in tutto il mondo, sollevando interrogativi sulla capacità di un governo di interrompere unilateralmente tecnologie utilizzate da altri.
Fortunatamente, sta emergendo un nuovo percorso, guidato da paesi di media potenza. Durante il World Economic Forum di Davos di quest’anno, il Primo Ministro canadese Mark Carney ha lanciato una sfida per le nazioni di media potenza, come la sua, che hanno la capacità di costruire un mondo che "incorpora i nostri valori, come il rispetto dei diritti umani, lo sviluppo sostenibile, la solidarietà, la sovranità e l’integrità territoriale". Il Canada ha anche pubblicato la sua strategia nazionale per l’AI, che priorizza lo sviluppo di tecnologie AI open-source.
Più recentemente, l’Unione Europea ha unito le forze con il Canada per "porre l’open source al centro della sovranità tecnologica dell’UE". Ciò include impegni a sostenere alternative open-source in tutto il stack dell’AI, supportare startup e sviluppare nuove linee guida per gli appalti pubblici che favoriscano l’innovazione open-source. Paesi come la Germania e il Giappone stanno esplorando modi per integrare l’open source nelle loro strategie nazionali, mentre il Regno Unito ha annunciato un Fondo per gli Sviluppatori Open Source, con l’obiettivo di rendere la Gran Bretagna "la casa del talento globale nell’AI open-source".
L’open source sta emergendo come una potente via di consenso e il settore privato sta cominciando a riconoscerne il valore.
Ricerche hanno dimostrato che la tecnologia open-source ha creato oltre 8,8 trilioni di dollari in valore per la domanda: le aziende dovrebbero spendere 3,5 volte di più per il software se l’open source non esistesse. Imprenditori e ricercatori stanno costruendo e sfruttando strumenti, modelli e dataset AI open-source che riflettono esigenze e prospettive locali. Gli sviluppatori si stanno rapidamente orientando verso l’AI open-source. Un recente studio di a16z e OpenRouter ha rilevato che i modelli open-source sono passati da circa l’1-2% del volume totale nel tardo 2024 a quasi il 30% entro metà 2025, un chiaro segnale di slancio tra i costruttori e un’opportunità commerciale significativa.
A differenza della tecnologia AI posseduta e controllata da poche grandi corporation, l’AI open-source è accessibile a tutti. Questo non solo significa che governi e aziende possono possedere l’infrastruttura su cui costruiscono, ma implica anche che chiunque possa esaminare il funzionamento interno. Questa trasparenza è ciò che può rendere l’AI sicura e responsabile per progettazione.
In Mozilla, parliamo spesso di costruire tecnologie che amplifichino l’agency umana piuttosto che sostituirla. Nel dicembre 2022, abbiamo modificato il nostro Manifesto fondativo con un Impegno per un Internet Sano, incentrato su quattro promesse: che Internet dovrebbe includere tutte le persone; promuovere il discorso civile, la dignità umana e l’espressione individuale; elevare il pensiero critico e i fatti verificabili; e catalizzare la collaborazione tra comunità che lavorano per il bene comune.
Questo è il percorso che Canada, UE e altre potenze di media grandezza stanno tracciando, in collaborazione con un settore privato desideroso di alternative all’AI chiusa che oggi predominano.
L’AI ha un potenziale enorme, ma un crescente disagio circonda la sua direzione e chi la controlla. L’antidoto è costruire un’AI che sia open, affidabile e riflesso di una diversità di voci al di fuori della Silicon Valley e dei laboratori AI cinesi. Questo futuro può essere realizzato solo da una coalizione di potenze di media grandezza e open-source determinata a garantire che l’AI lavori per l’umanità e non viceversa.










