
Analisi del Settore del Private Banking nel 2026: Resilienza e Cambiamenti in Corso
Nonostante le incertezze che caratterizzano il 2026, con le tensioni persistenti in Medio Oriente e un rallentamento nei mercati, il settore del private banking mostra segni di stabilità. I dati indicano che le masse hanno mantenuto un valore di 1.412 miliardi di euro, con una raccolta netta di 16 miliardi, che suscita ottimismo per il secondo trimestre. In un contesto macroeconomico caratterizzato da tassi in calo e dal crescente ritorno delle commissioni nel risparmio gestito, Andrea Ragaini, presidente dell’Associazione Italiana Private Banking, fornisce un’analisi approfondita della situazione attuale.
Analisi della Raccolta Netta e Indicatori nel Primo Semestre del 2026
Il 2026 è iniziato in un contesto difficile, ma i risultati sono sostanzialmente in linea con le aspettative, che prevedevano un rallentamento rispetto ai tassi di crescita degli anni precedenti. Attualmente, abbiamo dati consolidati per il primo trimestre, mentre quelli del secondo sono ancora in fase di raccolta tra i nostri associati. È importante notare che i due periodi non sono completamente comparabili, poiché la chiusura di marzo ha coinciso con picchi di tensione geopolitica. Alla fine di marzo, le masse nel private banking si sono mantenute a 1.412 miliardi di euro, mostrando una stabilità rispetto a dicembre (-0,2%) e una crescita del 9,6% su base annua. La raccolta netta ha raggiunto 16 miliardi di euro, rimanendo robusta nonostante un impatto negativo di mercato di circa 25 miliardi, che si prevede possa essere parzialmente recuperato nel secondo trimestre. La solidità della raccolta netta ci rende fiduciosi per i prossimi mesi. Questo non è un fenomeno recente: in periodi di alta volatilità, le famiglie private continuano a conferire nuovi patrimoni a operatori specializzati, sottolineando l’importanza della consulenza professionale nel mantenere una visione di lungo periodo.
Impatto delle Tensioni Geopolitiche sulla Consulenza Professionale
In merito alle tensioni derivanti dalla guerra in Iran, non si può parlare di una reazione tattica da parte dei clienti. I dati dell’AIPB dimostrano che la consulenza evoluta è in crescita da tempo: le masse gestite in consulenza hanno raggiunto 281 miliardi di euro, corrispondenti al 20% degli asset del private banking. Questo rappresenta una tendenza strutturale, poiché i clienti cercano un approccio integrato nella gestione del patrimonio. Anche se gli eventi geopolitici possono intensificare il dialogo con il banker, la consulenza non è concepita per affrontare le crisi momentanee, ma per costruire strategie che considerano rischi di mercato, inflazione, fiscalità e successione, mantenendo sempre una visione di lungo termine.
Andamento dei Fondi Comuni e Gestione Patrimoniale
Osservando le scelte di investimento delle famiglie private, non si evidenzia un cambiamento strutturale dalle gestioni patrimoniali ai fondi comuni. Entrambi i settori hanno registrato una raccolta netta positiva nel primo trimestre: 3,9 miliardi di euro per i fondi comuni e 2,9 miliardi per le gestioni patrimoniali. La differente dinamica delle masse, con i fondi in calo di 4,8 miliardi e le gestioni in crescita di circa 2 miliardi, è principalmente dovuta all’impatto variabile delle condizioni di mercato sui due strumenti. Anziché una semplice reazione difensiva alla volatilità, si osserva un’evoluzione nel modo in cui i portafogli vengono costruiti. La crescente domanda di soluzioni personalizzate e fiscalmente efficienti porta a un utilizzo complementare di fondi e gestioni patrimoniali all’interno di portafogli diversificati.
Stabilità del Settore Assicurativo nel Private Banking
Anche il settore assicurativo nel private banking si dimostra solido, registrando nel primo trimestre lievi variazioni e mantenendo una dinamica positiva nella raccolta. Questa componente continua a giocare un ruolo cruciale nei portafogli delle famiglie private, rappresentando circa il 20% delle masse. Questo dato è in linea con l’evoluzione delle esigenze della clientela: in un periodo di incertezze, le famiglie cercano soluzioni che integrino investimento, protezione e continuità nella gestione patrimoniale.
Gestione della Liquidità e Educazione Finanziaria
In un contesto di tassi in calo, le banche commerciali italiane sono state spesso criticate per la scarsa remunerazione dei conti correnti tradizionali. Nel private banking, la gestione della liquidità si è trasformata in un elemento competitivo per fidelizzare i clienti. Tuttavia, non vedo questa situazione come una polarizzazione tra diverse fasce di clientela, ma piuttosto come un’esigenza crescente di educazione finanziaria. Ottenere rendimenti dalla liquidità implica trasformare parte di essa in investimenti, richiedendo consapevolezza, diversificazione e un corretto bilanciamento tra rischi e orizzonti temporali. La consulenza è fondamentale in questo processo, aiutando i clienti a utilizzare il proprio patrimonio in modo più efficiente, piuttosto che lasciarlo inattivo sui conti correnti. Questa evoluzione è vantaggiosa sia per i risparmiatori, poiché aumenta le probabilità di raggiungere i propri obiettivi, sia per il sistema economico, poiché favorisce un maggiore afflusso di risparmio nei mercati dei capitali.
Futuro del Private Banking e Sostenibilità dei Bilanci Bancari
Il sistema bancario commerciale ha beneficiato di margini interessanti negli ultimi anni. Con la curva dei tassi ora in discesa, la sostenibilità dei bilanci bancari dipenderà fortemente dalle commissioni generate dal risparmio gestito. Tuttavia, non considero il private banking come un mero strumento per compensare la redditività bancaria; piuttosto, vedo in esso un modello di servizio in evoluzione. Questo è particolarmente evidente tra gli imprenditori, dove la consulenza patrimoniale e quella aziendale si intersecano sempre di più, poiché crescita aziendale, diversificazione delle fonti di finanziamento e pianificazione patrimoniale sono decisioni strettamente correlate. È questa evoluzione della consulenza a generare valore per i clienti, riflettendosi positivamente anche sul sistema bancario.
Adattamento ai Nuovi Patrimoni nel Settore Tecnologico
Il private banking italiano è tradizionalmente orientato verso imprenditori di settori consolidati, ma ora assistiamo alla nascita di nuove generazioni di patrimoni provenienti dal settore tecnologico. I bisogni dei clienti sono in continua evoluzione e, indipendentemente dalla provenienza del patrimonio, la domanda è sempre più rivolta a una consulenza che accompagni tutte le fasi del ciclo di vita: dalla crescita alla protezione del patrimonio, dalla pianificazione previdenziale al passaggio generazionale, fino alla relazione tra patrimonio familiare e aziendale. Questa trasformazione sta influenzando il modello di servizio del private banking.
Prospettive di Aggregazione nel Settore Bancario
Infine, l’andamento del settore bancario commerciale, caratterizzato da un aumento delle operazioni di aggregazione, solleva interrogativi sulla necessità di creare un grande campione europeo anche in Italia. La ricerca di dimensioni maggiori è da anni alla base di queste operazioni, ma è fondamentale che tali aggregazioni portino benefici concreti per i clienti e gli altri stakeholder. L’aggregazione ha senso se si traduce in operatori più forti, capaci di finanziare imprese, innovazione e crescita, piuttosto che semplicemente creare entità di dimensioni maggiori senza un reale valore aggiunto.













