
Risultati Positivi per l’Industria del Vetro in Italia nel 2025
Il 2025 si è concluso con esiti favorevoli per l’industria del vetro in Italia, considerata un settore strategico dell’economia nazionale. Nonostante le difficoltà legate a crisi geopolitiche e dazi, i dati parlano chiaro: la produzione totale di vetro ha superato i 5,5 milioni di tonnellate, generando un fatturato di circa 9 miliardi di euro. Inoltre, la bilancia commerciale presenta un saldo attivo in tutti i segmenti del settore. Anche i risultati ambientali sono incoraggianti, con un tasso di riciclo del vetro che ha raggiunto l’82,1%. Tuttavia, la situazione del vetro piano rimane complessa, influenzata dalla crisi nel settore automobilistico, che ha comportato una riduzione della produzione superiore al 3%.
Questi dati sono stati presentati durante l’Assemblea generale di Assovetro, l’Associazione italiana degli Industriali del Vetro, che ha visto l’elezione di Vitaliano Torno come nuovo Presidente.
Marco Ravasi, presidente uscente dell’Associazione, ha sottolineato nel suo intervento che "il 2025 ha registrato risultati positivi per l’industria nazionale", ma ha anche avvertito riguardo alle sfide industriali, ambientali e strategiche che il settore deve affrontare. Ha inoltre evidenziato che nella prima metà del 2026 si stanno manifestando segnali preoccupanti: il conflitto nel Golfo Persico ha portato a un aumento dei prezzi di petrolio e gas, mentre i costi energetici, fondamentali per l’industria, sono tornati a livelli elevati, minacciando così la competitività e la transizione energetica del settore.
La bilancia commerciale ha mostrato un attivo, con un incremento delle esportazioni e una diminuzione delle importazioni in tutti i comparti, evidenziando un notevole aumento delle esportazioni di bottiglie, che hanno registrato un incremento del 23,8%.
Vitaliano Torno, il nuovo presidente di Assovetro, ha affermato che "il settore della produzione di vetro in Italia ha dimostrato una solidità superiore rispetto ad altri paesi europei, grazie a una competitività più robusta". Tuttavia, ha avvertito che "le sfide che ci attendono sono significative e impegnative, specialmente poiché la manifattura italiana dovrà affrontare condizioni di contesto poco competitive in termini di energia e esposizione ai mercati internazionali, per cui è fondamentale essere pronti".
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