
Analisi della Situazione Fiscale della Francia: Rischi e Prospettive
La Francia si trova di fronte a una sfida cruciale: il governo futuro sarà in grado di implementare un piano di risanamento fiscale credibile in un contesto di crescente indebitamento pubblico? Attualmente, il Rassemblement National (RN), partito di estrema destra in testa nei sondaggi, ha delineato un programma politico che rimane solo parzialmente definito e presenta impegni di spesa significativi senza risorse finanziarie adeguate a coprirli.
I rischi legati al bilancio rappresentano una questione fondamentale per il rating sovrano di Parigi, attualmente fissato a AA- con un outlook negativo, influenzando di conseguenza anche i titoli di stato. Se non si procederà a un ulteriore consolidamento fiscale, il debito pubblico francese potrebbe salire al 127% del PIL entro il 2031, posizionandosi al secondo posto dopo l’Italia, che si attesta al 135%, secondo le stime degli analisti di Scope Rating. Un aspetto preoccupante è che la tendenza attuale fa presagire un restringimento significativo dello spread tra i debiti dei due paesi. Mentre l’andamento dell’Italia è previsto stabilizzarsi (e persino registrare un leggero calo) dopo il picco del 2026, le prospettive per la Francia indicano un netto deterioramento rispetto al passato.
I numeri parlano chiaro: secondo le proiezioni, se le previsioni si avvereranno, nel 2031 l’Italia avrà visto un incremento di solo un punto percentuale nel rapporto debito/PIL rispetto al 2019, arrivando al 135%. Al contrario, la Francia potrebbe registrare un aumento di ben 29 punti, raggiungendo il 127%. Solo la Finlandia potrebbe fare peggio, con un incremento di 38 punti e un debito previsto al 103%. La Commissione Europea ha inoltre stimato che, se non ci saranno cambiamenti, il deficit di bilancio francese potrebbe arrivare al 5,7% del PIL nel 2027, il valore più elevato nell’area euro, insieme a quello del Belgio, portando il debito pubblico al 120,2% del PIL, rispetto al circa 100% all’inizio del 2020.
Le Pressioni Fiscali
Eiko Sievert e Brian Marly evidenziano come le difficili prospettive fiscali stiano generando una pressione crescente sui bilanci pubblici, con i pagamenti netti degli interessi previsti in aumento dal 3,8% delle entrate pubbliche nel 2025 a quasi il 7% entro il 2031, praticamente raddoppiando.
Nel frattempo, l’economia francese è attesa crescere al di sotto del suo potenziale a medio termine, con una crescita stimata dello 0,7% nel 2026 e dello 0,8% nel 2027, continuando a subire la pressione di shock esterni. Questo rende sempre più difficile per il governo raggiungere l’obiettivo di ridurre il deficit di bilancio al 5% del PIL quest’anno, rispetto al 5,1% previsto per il 2025.
La spesa è superiore alle stime, principalmente a causa dell’aumento degli interessi sul debito e delle misure di sostegno necessarie per affrontare la crisi energetica, mentre le entrate sono inferiori alle aspettative a causa della stagnazione del PIL. Sebbene si parli di un potenziale taglio della spesa di 6 miliardi per quest’anno, mancano misure concrete per attuare tali riduzioni. Per quanto riguarda il bilancio 2027, la situazione si preannuncia ancora più complessa, specialmente in vista delle elezioni. Senza una maggioranza parlamentare, le possibilità di un accordo tra i vari gruppi politici su un bilancio rigoroso durante la campagna elettorale appaiono limitate, come sottolineato anche da Ing.
L’approvazione del bilancio 2027 si configura così come la prima grande sfida per il prossimo presidente e il nuovo governo, il cui margine di manovra politico è notevolmente ristretto dalla necessità di formare coalizioni e di rassicurare i mercati. In questo contesto, gli investitori si concentrano meno sui candidati e più sull’andamento del debito. Gli spread dei titoli di stato francesi a dieci anni rispetto a quelli tedeschi sono già aumentati nuovamente, raggiungendo circa 80 punti. Questo livello, tuttavia, potrebbe sovrastimare l’effettivo ampliamento, considerando la differenza di scadenza tra i titoli di riferimento attuali.
Se si considera uno spread interpolato a dieci anni, ci si trova attorno al livello medio registrato nel periodo delle elezioni anticipate di giugno 2024, evento che ha generato una notevole volatilità nei titoli di stato francesi. Negli ultimi sei mesi, il rendimento degli OAT è aumentato del 10%, raggiungendo il 3,85%, superando il 3,84% dei BTP italiani. Secondo Ing, manca «la chiarezza e la fiducia necessarie per un allentamento degli spread».











