
L’economia europea continua a mostrare segnali di debolezza. Giovedì è prevista la riunione della Banca Centrale Europea (BCE) e, secondo Matthieu David, branch general manager Italy di Candriam, le possibilità di una recessione sono elevate. Nonostante i recenti miglioramenti nei Pmi (Purchasing Managers’ Index) e nei dati economici, questi progressi non sono stati sufficienti per riportare gli indicatori in territorio positivo. Sebbene il rischio inflazionistico persista, la situazione sembra meno allarmante rispetto allo shock energetico del 2022. David osserva che "gli effetti indiretti appaiono finora limitati, mentre sia l’inflazione primaria che quella core hanno sorpreso al ribasso, suggerendo che potremmo aver già raggiunto il picco dell’inflazione headline".
Lo scorso giugno, la BCE ha aumentato i tassi d’interesse, ma ora potrebbe adottare un approccio più cauto. David prevede un possibile ulteriore rialzo a settembre, mentre un intervento a luglio sembra improbabile. Dopo il forum di Sintra, anche i membri più favorevoli a politiche aggressive della BCE hanno manifestato un atteggiamento più equilibrato.
Per quanto riguarda gli investimenti obbligazionari, l’analista sottolinea l’importanza di concentrarsi sul debito sovrano AAA di alta qualità dell’Europa centrale, dove la credibilità fiscale e della banca centrale rimane solida. Tuttavia, Candriam ha ridotto l’esposizione alla Francia, ritenendo probabile che il deficit di bilancio del paese superi le previsioni per quest’anno, con la possibilità che le tensioni politiche tornino a farsi sentire.
Il nuovo tono più cauto della BCE, dopo il rialzo di giugno, rappresenta un elemento positivo per gli investimenti in euro, poiché un percorso di politica monetaria più graduale potrebbe contribuire a ridurre la volatilità dei tassi e l’incertezza nei rifinanziamenti. David evidenzia che, anche in un contesto di elevata tensione geopolitica, l’investment grade in euro ha mantenuto una certa stabilità, rafforzando la fiducia nella solidità del mercato. L’approccio rimane selettivo, privilegiando settori come banche, servizi finanziari, utilities e un’esposizione difensiva al comparto delle telecomunicazioni e media.
Tuttavia, si raccomanda prudenza nei settori maggiormente soggetti a disruption o pressioni, come automotive, software e alimenti e bevande. "Le dinamiche del settore tecnologico richiedono particolare attenzione. Sebbene il mercato abbia assorbito bene l’abbondante offerta recente, nel mercato secondario si è osservata una certa pressione, e non è prudente dare per scontato che questa capacità si mantenga in futuro", aggiunge David.
Infine, la stagione degli utili rappresenta un ulteriore elemento di rischio, poiché eventuali avvisi di profitti da parte di singoli emittenti potrebbero generare volatilità anche in un contesto creditizio complessivamente robusto. I risultati finanziari saranno al centro dell’attenzione, in particolare con le pubblicazioni delle semestrali di diverse aziende nei settori energetico e industriale. Ad esempio, la semestrale di Alphabet sarà un importante indicatore del clima di fiducia degli investitori nei confronti dei grandi operatori del settore. Conclude David.






