
L’Impennata dei Prezzi dei Carburanti Influisce sulle Vacanze degli Italiani
La crisi nello Stretto di Hormuz si traduce in un significativo aumento dei costi per le vacanze degli italiani. Secondo l’Ufficio Economico di Confesercenti, il rincaro dei carburanti, causato dall’intensificarsi del conflitto, potrebbe comportare, solo nei mesi di luglio e agosto, un incremento della spesa per le famiglie di circa 700 milioni di euro. Questo aumento dei prezzi alla pompa potrebbe ridurre le risorse destinate ai consumi turistici, proprio nel periodo cruciale della stagione estiva.
L’associazione ha analizzato la situazione dal 4 luglio, data in cui è ripartito il "prezzo di mercato" dopo la scadenza del precedente decreto sulle accise, fino al 22 luglio. "Il costo della benzina è salito di 13,5 centesimi al litro, pari a un incremento del 7,5%, mentre il gasolio ha registrato un aumento di circa 23 centesimi, corrispondente al 12,5%," si legge nel report. Per un rifornimento di 50 litri, ciò si traduce in un esborso aggiuntivo di 7 e 11 euro rispettivamente.
Questa impennata dei prezzi ha avuto un’accelerazione dopo la ripresa delle tensioni tra Iran e Stati Uniti e il nuovo blocco dello Stretto di Hormuz. In soli dieci giorni, i prezzi sono aumentati mediamente di circa 12 centesimi al litro, con un onere complessivo per gli automobilisti stimabile attorno ai 140 milioni di euro per questo breve intervallo.
Se i costi dovessero rimanere ai livelli attuali, l’impatto complessivo tra luglio e agosto potrebbe arrivare a 700 milioni di euro per famiglie e piccole imprese che utilizzano la rete di distribuzione convenzionale. L’automobile continua a essere il principale mezzo di trasporto per le vacanze, e il costo del pieno incide direttamente sul budget destinato al viaggio. Il Centro Studi Turistici per Assoturismo Confesercenti prevede una crescita moderata degli arrivi (+1,1%) e dei pernottamenti (+1,3%) per questa stagione.
L’associazione esprime preoccupazione anche per il ritorno delle tensioni nel settore energetico, che, unite a temperature exceptionalmente elevate e all’aumento dei consumi elettrici per il raffrescamento, potrebbero rappresentare un grave rischio per i bilanci di famiglie e imprese. "È necessario," afferma il presidente dell’associazione, Nico Gronchi, "attuare interventi per contenere i prezzi, nelle modalità che il governo riterrà opportune. È urgente un provvedimento che, tenendo conto della durata dell’esodo, possa restituire alle famiglie parte dell’ammontare che l’aumento delle quotazioni sta già trasferendo sul gettito."
Conclude Gronchi: "Benzina e gasolio sono spese difficilmente comprimibili, specialmente durante l’estate, quando gli spostamenti si intensificano. L’aumento dei costi per il pieno dell’auto o del camper, insieme ai possibili rincari di voli e traghetti, e agli eventuali supplementi carburante, ridurranno inevitabilmente le risorse disponibili per consumi, ristorazione e shopping, con un impatto negativo sul tessuto economico locale. È fondamentale agire tempestivamente."













