
23 luglio 2026 | 15.44
Andrea Persili e Marco Aljosha Cherubini
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In occasione della presentazione dei risultati di Unicredit, emergono alcune certezze: l’istituto prosegue con determinazione l’operazione su Commerz, mentre per quanto riguarda il mercato italiano, l’Amministratore Delegato, Andrea Orcel, afferma che "per il momento siamo osservatori". Orcel ha ribadito l’impegno verso una crescita organica, sottolineando con orgoglio le radici italiane della banca, ma evidenziando anche la sua vocazione paneuropea, a partire dalla significativa acquisizione di Commerz.
Il dialogo si configura come la parola chiave in questo contesto. Berlino non si oppone all’operazione, ma rifiuta modalità considerate ostili. Commerz, pur non rilasciando commenti ufficiali, attraverso fonti vicine al dossier, chiarisce che l’ente governativo, in qualità di azionista, e la banca stessa sono entità distinte. Tuttavia, le stesse fonti sottolineano l’importanza di un dialogo, affermando che ogni creazione di valore deve passare attraverso di esso. Secondo quanto riportato da AdnKronos, un primo incontro tra Unicredit e la dirigenza di Commerzbank potrebbe avvenire dopo la pubblicazione dei risultati della banca tedesca, prevista per la prima settimana di agosto.
Sul fronte nazionale, Orcel ha recentemente smorzato le aspettative sul risiko: "Attualmente siamo osservatori". Questo implica che Unicredit mantiene aperte diverse possibilità, ma secondo fonti finanziarie, i dossier riguardanti Bper e Banco Bpm sono considerati particolarmente complessi e affollati, anche in relazione ad altre operazioni in corso nel mercato. Le ipotesi relative a Fineco e Banca Generali rimangono sullo sfondo. Mentre alcuni escludono la presenza di un dossier concreto su Fineco, altri segnalano il costo elevato di un’eventuale operazione.
La situazione si presenta diversa per Banca Generali, che secondo le informazioni raccolte, appare come un obiettivo industrialmente ragionevole. Tuttavia, fonti di mercato avvertono che l’istituto è parte degli equilibri di Generali, il che renderebbe qualsiasi operazione particolarmente complessa e coinvolgerebbe inevitabilmente il Leone di Trieste e i suoi principali azionisti. Orcel ha inoltre ribadito che, almeno per il momento, Generali rimane una partecipazione finanziaria.
Un ulteriore elemento a favore dell’ipotesi di un accordo informale tra Carlo Messina (Intesa) e Andrea Orcel (Unicredit), noto come ‘patto della cacio e pepe’, suggerisce che, in assenza di un comando chiaro su Generali, tutti gli attori principali possano rafforzarsi senza creare una posizione di controllo, garantendo così la stabilità del Leone attraverso una rete di partecipazioni significative e reciproci contrappesi.
Michele Calcaterra, professore di Corporate Finance presso SDA Bocconi, ha dichiarato all’AdnKronos che "Unicredit crede di avere ancora ampi margini di crescita interna da sfruttare. Ciò diminuisce l’urgenza di operazioni straordinarie sul mercato domestico". Il professore ha spiegato che "la strategia che Andrea Orcel intende perseguire è quella di una crescita organica disciplinata, con un approccio inorganico selettivo solo se in grado di generare valore. Non si prevede un M&A difensivo, ma solo opportunistico, con un forte focus su efficienza, tecnologia/intelligenza artificiale, qualità dei ricavi e tutela del capitale". Concludendo, Calcaterra ha osservato che il recente calo del titolo in Borsa riflette più aspettative elevate e una presa di profitto piuttosto che un giudizio negativo sulla strategia, risultando quindi come una reazione tecnica.







