Home Economia I costi dei combustibili aumentano nuovamente. L’esecutivo posticipa la riduzione delle accise.

I costi dei combustibili aumentano nuovamente. L’esecutivo posticipa la riduzione delle accise.

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I costi dei combustibili aumentano nuovamente. L’esecutivo posticipa la riduzione delle accise.

La conclusione del Consiglio dei ministri porta con sé momenti di grande attesa. A Palazzo Chigi, tutto è predisposto per la conferenza stampa dedicata ai provvedimenti varati dal governo. Presenti il ministro della Giustizia Carlo Nordio, la ministra per le Politiche giovanili Anna Maria Bernini, il ministro del Lavoro Maria Elvira Calderone, il ministro della Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco. Tuttavia, manca all’appello il ministro più atteso: Adolfo Urso, incaricato di illustrare il disegno di legge sulla Concorrenza, che definisce «una svolta storica» per il settore, in quanto promuove la chiusura o la riconversione dei piccoli distributori all’interno delle città verso biocarburanti e ricarica elettrica. L’assenza di Urso pesa notevolmente, in particolare perché doveva rispondere alle domande riguardo il recente dibattito politico sul caro carburanti. Dallo staff del ministro delle Imprese e del Made in Italy giunge una spiegazione concisa: motivi personali. Tuttavia, nei corridoi di Palazzo Chigi circolano altre versioni, tra cui una che suggerisce che Urso abbia scelto di non esporsi per evitare domande sul mancato intervento del governo.

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La seconda interpretazione è di carattere politico. Si vocifera che Giorgia Meloni, irritata dalle recenti dichiarazioni di Urso, abbia deciso di non concedergli il palcoscenico per evitare ulteriori critiche da parte delle opposizioni e delle associazioni di categoria. Al di là delle speculazioni, dai lavori del Consiglio dei ministri non è emersa alcuna decisione riguardante i carburanti. Urso si è concentrato principalmente sulla presentazione di diverse misure di golden power, approvate con alcune prescrizioni, tra cui una relativa a Fastweb per la banda larga e un piano annuale per i servizi del 5G.

Nessun nuovo taglio delle accise è stato annunciato, né bonus per i pendolari; il tema è stato rimandato. Nel frattempo, i prezzi di benzina e gasolio continuano a salire, e il governo sembra restare in stallo. Questo rinvio assume un significato particolare, considerando le dichiarazioni fatte nelle ultime 48 ore. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, aveva accennato alla possibilità di rivedere il meccanismo delle accise mobili, utilizzando l’extragettito IVA generato dall’innalzamento dei prezzi per alleviare il carico fiscale sui carburanti. Anche Urso aveva garantito che l’esecutivo sarebbe intervenuto se la situazione lo avesse richiesto, alimentando così l’attesa per una risposta tempestiva.

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Al momento, non è giunta alcuna risposta e i prezzi continuano a salire. Secondo i dati più recenti dell’Osservatorio del Mimit, il prezzo medio nazionale della benzina self service è aumentato a 1,957 euro al litro, rispetto ai 1,949 euro del giorno precedente. Il rialzo del diesel è ancora più significativo, passando da 2,124 a 2,141 euro al litro. Sulle autostrade, la situazione è ancora più grave: la benzina ha raggiunto 2,048 euro al litro e il gasolio ha superato i 2,213 euro, oltrepassando stabilmente la soglia psicologica dei 2,2 euro. Questi dati evidenziano come la tensione sui mercati energetici si ripercuota direttamente sui consumatori, proprio mentre milioni di famiglie si preparano per le vacanze. Per settimane, il governo ha sostenuto di saper contenere gli effetti delle turbolenze internazionali; tuttavia, ora si trova a dover gestire due esigenze contrastanti: da un lato, la necessità di inviare un segnale agli automobilisti e, dall’altro, il timore di un impatto negativo sui conti pubblici, già gravati da circa 2 miliardi spesi per misure precedenti. Di conseguenza, all’interno del governo prevale una linea di prudenza. Inoltre, la premier Meloni ha avuto un colloquio con il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, per discutere l’andamento dell’economia.

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Il governo sembra intenzionato a monitorare ancora per qualche giorno l’andamento dei prezzi e l’evoluzione della crisi di Hormuz prima di prendere decisioni definitive. Questa scelta è motivata dalla necessità di garantire sostenibilità finanziaria, poiché l’extragettito IVA di giugno non è sufficiente a coprire un eventuale taglio delle accise; sarà necessario attendere i dati di luglio. Si prevede uno sconto tra i 6 e i 10 centesimi al litro, ma in entrambi i casi si tratterebbe di un intervento limitato rispetto al primo taglio deciso a marzo, quando i prezzi erano comunque inferiori a quelli attuali.

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