
La Commissione Europea esprime preoccupazioni sul sistema di protezione dei minori di TikTok
La Commissione Europea ha sollevato dubbi riguardo al sistema adottato da TikTok per la protezione degli account dei minorenni sulla piattaforma. Secondo Bruxelles, l’app di condivisione video non garantirebbe un adeguato livello di privacy, sicurezza e protezione dei dati, come richiesto dalla legge sui servizi digitali (DSA) per le piattaforme accessibili ai giovani. Ciò comporterebbe rischi significativi per i minori, tra cui cyberbullismo, adescamento online e altre forme di comportamento predatorio. L’indagine, avviata il 19 febbraio 2024, si concentra sul modo in cui ByteDance ha progettato gli account per gli adolescenti.
Attualmente, gli utenti di età compresa tra 13 e 15 anni hanno il profilo impostato su privato per default, mentre i ragazzi tra 16 e 17 anni possono decidere se rendere il proprio account pubblico o privato. Tuttavia, secondo la Commissione, questa protezione può essere disattivata con grande facilità. Se un minore opta per un account pubblico, i suoi contenuti possono essere visualizzati anche da utenti esterni e raccomandati attraverso il feed "Per Te".
La Commissione osserva che questa funzione "apre a sconosciuti una finestra sulla vita di un bambino", sottolineando le "conseguenze potenzialmente permanenti". Anche con un profilo privato, il profilo di un minore può essere rintracciato attraverso gli elenchi di follower e le persone seguite, mentre la foto del profilo rimane visibile a tutti. Pertanto, Bruxelles ritiene che il problema risieda nel design complessivo della piattaforma. TikTok, dal canto suo, respinge queste accuse, sostenendo che gli account dei giovani sono dotati di "oltre cinquanta funzioni preimpostate di privacy e sicurezza sviluppate con esperti del settore" e che i minorenni non possono utilizzare i messaggi diretti né vedere i propri contenuti nella pagina "Per Te".
Un portavoce di TikTok ha affermato: "La tutela dei minori online è un obiettivo che condividiamo", annunciando che la piattaforma analizzerà le conclusioni preliminari e continuerà a collaborare con Bruxelles. Se le violazioni dovessero essere confermate, la Commissione potrebbe infliggere una sanzione fino al 6% del fatturato annuo globale dell’azienda. Questa indagine si inserisce in una strategia più ampia dell’Unione Europea per rafforzare le tutele per i minori nello spazio digitale, spostando la responsabilità dalle famiglie alle piattaforme. Negli ultimi mesi, la Commissione ha già contestato a TikTok il design dell’app, accusandola di utilizzare meccanismi come lo scrolling infinito, l’autoplay e le notifiche push, che favorirebbero un uso compulsivo del social, principalmente tra bambini e adolescenti. Un procedimento simile è in corso anche contro Meta per gli effetti dei sistemi di raccomandazione di Instagram e Facebook.
Il prossimo passo è previsto dopo l’estate, quando verrà presentata una proposta per stabilire uno standard europeo riguardante l’accesso dei minori ai social media. Questo cambiamento di paradigma è stato sintetizzato dalla vicepresidente della Commissione, Henna Virkkunen, nel suo commento alle conclusioni preliminari inviate a TikTok: "Un elevato livello di protezione – ha dichiarato – non dovrebbe essere un’opzione, ma la norma. Questa è la nostra responsabilità nei confronti delle generazioni presenti e future di bambini europei."













