Il presidente EMEA di CNH: “Grazie all’AI, rendiamo l’agricoltura sostenibile”

«La capacità di trasformare la tradizione industriale italiana in innovazione tecnologica determinerà il futuro del Paese: chi riuscirà a farlo guiderà anche l’agricoltura del futuro». Con questa affermazione, Markus Mueller, presidente Emea di Cnh, espone la strategia del gruppo in un periodo in cui il settore agricolo affronta mercati instabili, tensioni geopolitiche e una trasformazione tecnologica senza precedenti.

Quale importanza ha l’Italia per Cnh?
«L’Italia rappresenta un Paese strategico per Cnh e continuerà a esserlo. Qui abbiamo cinque stabilimenti produttivi, tre centri di ricerca e sviluppo e circa 5.000 dipendenti nell’area Emea. L’innovazione sviluppata in Italia non è destinata solo al mercato europeo; molte tecnologie create qui vengono trasferite anche in altre regioni del mondo. Continuiamo a investire con determinazione sia nella ricerca che nelle competenze, poiché crediamo che questo Paese sia cruciale per la nostra crescita».

Quanto incide la crisi geopolitica sul vostro business?
«Attualmente, l’impatto diretto su Cnh è limitato e si manifesta principalmente attraverso l’aumento dei costi logistici. L’effetto più significativo riguarda gli agricoltori, poiché i prezzi di energia e fertilizzanti sono aumentati drasticamente, rendendo difficile prevedere gli investimenti delle aziende agricole. Alcuni produttori potrebbero decidere di ridurre gli acquisti di fertilizzanti o posticipare investimenti. Queste scelte influenzano inevitabilmente anche il nostro settore, ma non esiste una risposta univoca. Dobbiamo monitorare l’evoluzione del mercato passo dopo passo».

Com’è attualmente il mercato europeo delle macchine agricole?
«Il mercato è caratterizzato da forte incertezza e la ripresa non sarà immediata. Questo non dipende da Cnh. Ciò che possiamo fare è mantenere una rigorosa disciplina nell’attuazione della nostra strategia».

Vi aspettavate una ripresa già quest’anno. Le prospettive sono cambiate?
«Sì, riteniamo che la ripresa sarà più lenta rispetto a quanto inizialmente previsto. Molto dipenderà dall’evoluzione della situazione internazionale e dagli sviluppi geopolitici. Se le tensioni dovessero attenuarsi, il contesto potrebbe migliorare. In caso contrario, è più realistico attendere una ripresa del mercato nel 2027».

La sostenibilità e la trasformazione digitale sono in competizione?
«Al contrario, sono perfettamente integrate. Non esiste contrapposizione tra transizione verde e digitale. La tecnologia è fondamentale per rendere l’agricoltura più sostenibile. Le nostre macchine raccolgono dati, analizzano i terreni e ottimizzano la distribuzione di sementi, fertilizzanti e altri input, permettendo agli agricoltori di produrre di più con meno risorse. Stiamo anche sviluppando soluzioni come i trattori a metano, già pronti per il mercato. La sostenibilità si realizza attraverso l’innovazione».

Cnh sta diventando sempre più tecnologica?
«Mi piace definirci una società “Iron & Tech”. L’“iron” simboleggia la nostra tradizione industriale, mentre la tecnologia rappresenta il motore della crescita futura. Continueremo a migliorare le prestazioni delle nostre macchine, ma il vero elemento distintivo sarà l’agricoltura di precisione, connessa e digitale. Il nostro obiettivo è sviluppare soluzioni che rispondano alle esigenze concrete degli agricoltori, dalla sicurezza alimentare alla carenza di manodopera fino agli effetti del cambiamento climatico».

Quale ruolo avrà l’intelligenza artificiale in questa trasformazione?
«L’intelligenza artificiale è già presente nello sviluppo dei prodotti e nelle operazioni dei clienti. La utilizziamo per aumentare la produttività dei progettisti, accelerare lo sviluppo di nuove soluzioni e sfruttare modelli virtuali e digital twin che simulano il comportamento delle macchine prima della realizzazione dei prototipi. Sul campo, l’IA monitora continuamente le condizioni operative, si adatta alle caratteristiche dei terreni e consente interventi di manutenzione predittiva attraverso macchine connesse e concessionari in tempo reale. In un Paese come l’Italia, con territori molto diversi, questa capacità di adattamento rappresenta un valore aggiunto significativo».

Guardando al 2030, quanto è ottimista riguardo al raggiungimento degli obiettivi del gruppo?
«Sono estremamente fiducioso. Abbiamo tracciato una roadmap chiara, con obiettivi specifici e azioni concrete. Le difficoltà non mancano e il contesto internazionale è complesso, ma continuiamo a seguire le nostre strategie. Abbiamo un team motivato, una rigorosa disciplina nell’esecuzione e una chiara direzione strategica. Questo ci rende certi di poter raggiungere i nostri obiettivi e di rafforzare la nostra leadership nei mercati chiave».

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