Home Economia Mps, Bpm si ritira dall’accordo: l’approvazione a Intesa Sanpaolo si avvicina.

Mps, Bpm si ritira dall’accordo: l’approvazione a Intesa Sanpaolo si avvicina.

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Mps, Bpm si ritira dall’accordo: l’approvazione a Intesa Sanpaolo si avvicina.

Chiusura dei progetti di fusione tra Banco Bpm e Monte dei Paschi

Il consiglio di amministrazione di Banco Bpm ha deciso di interrompere i progetti di fusione amichevole con Monte dei Paschi di Siena. A quasi due mesi dall’invio della lettera che descriveva i dettagli dell’operazione, il board dell’ex Popolare Milano ha stabilito che non ci sono le condizioni necessarie per raggiungere un accordo tra le parti.

La decisione è stata presa all’unanimità, poiché Banco Bpm ha riconosciuto l’impossibilità di presentare una proposta chiara e tempestiva, capace di competere con l’offerta di oltre 30 miliardi di euro di Intesa Sanpaolo per Monte dei Paschi. Con questa situazione, la strada per Intesa verso Siena appare ora senza ostacoli. Nel frattempo, Monte dei Paschi ha dichiarato di aver "preso atto" della decisione di Banco Bpm e delle riserve espresse da Crédit Agricole, e ha comunicato che continuerà a concentrare i suoi sforzi sul proprio piano strategico, valutando ogni opzione nell’interesse di tutti gli azionisti.

Questa mattina, Crédit Agricole ha fatto sentire la sua influenza con una partecipazione del 29,3% in Banco Bpm, esprimendo dubbi sulla possibilità di una fusione tra l’ex Popolare e Monte dei Paschi. Fonti finanziarie hanno sottolineato che la convocazione del consiglio di amministrazione è avvenuta giovedì, prima di qualsiasi intervento da parte della banca francese.

Messaggio di Crédit Agricole: "Nessuna operazione senza di noi"

Il messaggio di Crédit Agricole è stato inequivocabile: "Nessuna operazione potrà essere realizzata senza di noi; non si può andare contro di noi", ha affermato il CEO Olivier Gavalda. Ha aggiunto che ogni progetto dovrà essere in grado di generare valore a lungo termine per la banca, che è diventata il principale azionista di Banco Bpm con quasi il 30% dei diritti di voto e quattro membri nel consiglio di amministrazione.

La direttrice finanziaria di Crédit Agricole, Clotilde L’Angevin, ha rivelato che uno dei loro scenari preferiti sarebbe una fusione tra Banco Bpm e Crédit Agricole Italia, poiché ciò permetterebbe di creare valore e rafforzare la presenza della banca in Italia. Questa ipotesi, spesso menzionata in forma riservata, è stata per la prima volta resa pubblica dal management.

Rapporti tra Crédit Agricole e il governo italiano

Clotilde L’Angevin ha anche chiarito che Crédit Agricole non ha richiesto alla Banca Centrale Europea di superare il limite del 30% in Banco Bpm per acquisire il controllo dell’istituto guidato da Giuseppe Castagna. "Abbiamo una partnership solida in una situazione stabile che ci consente di essere un attore chiave", ha spiegato. Per Crédit Agricole, continuare a svilupparsi in Italia, che rappresenta il 20% del suo utile netto, è fondamentale. La banca punta a raggiungere 6,5 milioni di clienti nel Paese.

Inoltre, le domande degli analisti hanno messo in luce i rapporti di Crédit Agricole con il governo italiano, che un anno fa ha difeso Banco Bpm dall’offerta di Unicredit, considerata ostile, utilizzando il golden power. "Ci interessa il governo italiano?" ha chiesto L’Angevin. "Certo, siamo presenti in Italia da molto tempo ed è un mercato strategico. È importante per noi sostenere lo sviluppo dell’economia".

Risultati finanziari di Crédit Agricole in Italia

Nel primo semestre del 2026, Crédit Agricole in Italia ha registrato un utile netto di 1,053 miliardi di euro, di cui 878 milioni di euro attribuibili al gruppo. I ricavi sono aumentati del 5%, raggiungendo 2,7 miliardi di euro, mentre le masse complessive sono cresciute a 448 miliardi di euro (+1,7%), con 104 miliardi di euro in finanziamenti e 344 miliardi di euro in raccolta. A livello di gruppo, Crédit Agricole ha chiuso la prima metà dell’anno con profitti pari a 4,87 miliardi di euro, in crescita del 6,8%, e ricavi di 20,88 miliardi di euro (+7,8%). Questi risultati hanno contribuito a un incremento del titolo della banca, che ha chiuso in rialzo del 2,61% a Parigi.

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