
Il recente intervento congiunto tra Stati Uniti e Giappone ha portato a un’improvvisa flessione del dollaro contro lo yen, suscitando l’attenzione degli operatori di mercato. Questo gesto, descritto dal presidente Trump come un atto di amicizia, ha avuto impatti significativi sulle dinamiche valutarie.
1. Il dollaro ha registrato un calo dell’1% contro lo yen, raggiungendo un minimo intraday di 155,23 durante la sessione asiatica.
2. Gli Stati Uniti hanno partecipato a un intervento di acquisto di yen venerdì, in coordinamento con il Giappone, come confermato da fonti anonime.
3. Donald Trump ha definito l’intervento un “gesto di amicizia” e ha affermato che è positivo per l’economia globale, sostenendo che gli USA beneficeranno finanziariamente da questa azione.
4. Il presidente ha sottolineato la solidità finanziaria degli Stati Uniti e la necessità di supportare il Giappone, che ha visto il suo yen indebolirsi.
5. A luglio, lo yen ha toccato il livello più basso dal dicembre 1986, arrivando a 163,24 yen per dollaro, a causa del differenziale dei tassi d’interesse tra i due Paesi.
6. Il Ministro delle Finanze giapponese, Satsuki Katayama, ha confermato l’intervento congiunto, specificando che il ministero ha acquistato yen in collaborazione con il Dipartimento del Tesoro statunitense.
7. L’azione congiunta è stata necessaria per stabilizzare la valuta giapponese in un contesto di crescente debolezza.
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