Ex Ilva, il consorzio italiano e la sfida contro il tempo. Arvedi, Marcegaglia, Feralpi…


L’acciaieria di Taranto, ex Ilva, affronta una situazione critica con un termine imminente per la chiusura dell’area a caldo. Tuttavia, Federacciai ha annunciato una possibile alleanza tra le aziende italiane per tentare di salvare l’impianto.

1. La Corte d’Appello di Milano ha stabilito che l’area a caldo dell’ex Ilva dovrà essere chiusa entro la fine di ottobre, ponendo un termine urgente per le trattative.

2. Federacciai ha dato il via libera a una cordata di aziende italiane, tra cui Arvedi, Marcegaglia, Feralpi, Duferco, Beltrame e Lucchini, per tentare di rilanciare gli impianti non interessati dalla chiusura.

3. Antonio Gozzi, presidente di Federacciai, ha confermato la disponibilità immediata al dialogo con il governo, sottolineando che le discussioni avverranno in modo riservato.

4. Il consiglio di presidenza di Federacciai ha autorizzato Gozzi a presentare una manifestazione di interesse a nome delle aziende coinvolte, subordinata alla verifica di condizioni necessarie per l’intervento industriale.

5. Le imprese dell’indotto ex Ilva continuano a mantenere uno stato di agitazione in risposta al decreto di chiusura e stanno preparando licenziamenti collettivi.

6. Una riunione delle associazioni di categoria, inclusa Confindustria Taranto, ha avuto luogo per discutere strategie per evitare un disastro occupazionale ed economico derivante dalla chiusura dell’area a caldo.

7. Le aziende dell’indotto sono preoccupate per le conseguenze economiche della chiusura e cercano soluzioni attraverso il “Tavolo Permanente per Taranto”, istituito per affrontare la crisi.



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