
Rischi geopolitici influenzano i mercati: energia e oro alle stelle
Le preoccupazioni relative a un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran sembrano allontanarsi, causando ripercussioni sui mercati. Questo si traduce in un aumento dei costi energetici e in un rafforzamento del prezzo dell’oro, poiché investitori e banche centrali cercano beni rifugio in tempi di incertezza geopolitica. Attualmente, il prezzo del Brent ha superato i 90 dollari al barile, mentre il WTI ha superato gli 85 dollari. L’oro, intanto, si attesta sui massimi degli ultimi due mesi, avvicinandosi ai 4.500 dollari l’oncia. Questa situazione evidenzia il prezzo che il mercato potrebbe dover affrontare dopo aver riposto fiducia in un accordo tra Iran e Stati Uniti.
Angelo Drusiani, analista specializzato in materie prime e metalli preziosi, ha spiegato ad Adnkronos che la rinnovata correlazione tra oro e petrolio indica un aumento dei dubbi sulla sostenibilità dei prezzi nel medio-lungo termine. L’uso delle riserve petrolifere ha contribuito a moderare il prezzo del greggio, senza tuttavia interrompere la crescita del mercato azionario, il che ha portato a una diminuzione del valore dell’oro. Tuttavia, questa dinamica potrebbe essere in fase di cambiamento.
Le riserve strategiche di petrolio statunitensi sono scese sotto i 300 milioni di barili, attestandosi a 298,7 milioni, il livello più basso dal 1983. Questo dato evidenzia la pressione sulle scorte americane in un contesto di tensioni con l’Iran. Non si tratta solo del costo attuale di un barile di petrolio o di un megawattora di gas, ma anche del rischio geopolitico che si riflette sui prezzi. L’inflazione rappresenta uno dei punti cruciali da considerare. Un ulteriore aumento dei prezzi dell’energia potrebbe complicare il compito delle banche centrali, che devono bilanciare la necessità di sostenere la crescita economica con quella di prevenire un’accelerazione inflazionistica.
D’altra parte, l’oro continua a rappresentare un importante bene rifugio nei periodi di instabilità. Le sue quotazioni sono supportate non solo dalle tensioni geopolitiche, ma anche dagli acquisti delle banche centrali, dalle aspettative sui tassi di interesse e dalle fluttuazioni del dollaro.
Drusiani osserva che per gli investitori, petrolio e oro sono due asset fondamentali per proteggere i propri portafogli. Quando i prezzi aumentano, cresce anche la percezione di un rischio di crisi globale, anche se al momento non si registrano cambiamenti significativi nello scenario generale. L’analista consiglia di mantenere un approccio prudente: "Fare previsioni in questa fase è rischioso. Per chi non ha una conoscenza approfondita dei mercati, è consigliabile evitare il settore energetico e aurifero". Il messaggio dai mercati è chiaro: l’aumento simultaneo di energia e oro indica che gli investitori attribuiscono un valore più elevato all’incertezza. Questo non è necessariamente un segnale negativo; sarebbe più preoccupante un mercato in crescita che ignora i fattori di destabilizzazione e accumula rischi non visibili.






