Btp, aumenta ulteriormente la partecipazione delle banche. Meloni: L’Italia è più robusta grazie alla stabilità.

Aumento dei Titoli di Stato Italiani nelle Banche

Negli ultimi dodici mesi, i titoli di Stato italiani detenuti dalle banche e dai fondi hanno registrato un incremento significativo, passando da 389,1 miliardi a 417,2 miliardi di euro. Questo trend positivo è un indicativo di fiducia verso un’economia che, come evidenziato dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha dimostrato resilienza anche in periodi di turbolenza, come durante i recenti eventi nel Golfo Persico. L’andamento dello spread, che rappresenta un indicatore della salute delle finanze pubbliche e delle reazioni del mercato, è un altro segnale positivo, così come la crescita del PIL, che ha superato le aspettative governative.

Dichiarazioni della Premier

In un’intervista a Milano Finanza, Meloni ha affermato: «La stabilità garantita da questo governo ha consentito all’Italia di affrontare con maggiore sicurezza una delle congiunture più complesse degli ultimi decenni». Ha anche sottolineato che i dati del primo trimestre del 2026 mostrano una crescita dell’1% rispetto allo stesso periodo del 2025, con una proiezione di crescita per l’intero anno pari allo 0,8%. Questi risultati superano di due decimali gli obiettivi stabiliti nei documenti di finanza pubblica. Inoltre, Eurostat ha confermato un incremento del PIL dello 0,2% nel secondo trimestre, aggiungendosi al +0,3% registrato nel primo.

Un ulteriore elemento di ottimismo è rappresentato dall’aumento del PIL pro-capite, che ha visto un incremento di quasi 4.500 euro rispetto al 2022. Per contestualizzare, il periodo pre-Covid dal 2016 al 2019 aveva fatto registrare un incremento di circa 1.850 euro, come evidenziato da Meloni.

In questo contesto, le banche e le istituzioni finanziarie hanno svolto un ruolo cruciale nel finanziare il Paese. Secondo i dati di maggio, forniti dalla Banca d’Italia, il fabbisogno e il debito continuano a mostrare segnali di crescita. Gli istituti di credito, classificati come “Altre istituzioni finanziarie monetarie residenti”, hanno mantenuto un trend ascendente, nonostante l’allargamento dello spread tra BTP e Bund a seguito delle recenti tensioni geopolitiche.

Il differenziale con il decennale tedesco, che aveva toccato i minimi dal 2008, resta sotto gli 80 punti base, chiudendo ieri a 78. Meloni ha ricordato che, al momento del suo insediamento, i titoli di Stato erano a rischio di declassamento e lo spread era a 240 punti, tre volte superiore ai valori attuali. La situazione economica italiana, quindi, appare significativamente migliorata.

Sul fronte bancario, Meloni ha rivendicato il risanamento del Monte dei Paschi di Siena e ha ribadito la neutralità del governo in merito alle operazioni di mercato.

A giugno, i dati di Bankitalia hanno mostrato che il debito pubblico ha superato i 3.200 miliardi di euro. È emerso anche un abbassamento della quota di Bankitalia, scesa al 16,7% del totale, rispetto al 17,2% del mese precedente. Le statistiche di maggio indicano un aumento della quota detenuta dagli istituti di credito, che si attesta attorno al 20%, e un incremento della percentuale in mano agli investitori internazionali, salita dal 35,7% al 35,9%. Al contrario, la quota detenuta da famiglie e imprese ha registrato una leggera flessione, passando dal 14,7% al 14,5%.

Nel mese di giugno, il Tesoro è tornato sul mercato con una nuova edizione del BTP Italia, dedicata esclusivamente ai piccoli risparmiatori, raccogliendo oltre 8,8 miliardi di euro.

Andamento delle Entrate

La Banca d’Italia ha fornito anche un’analisi delle entrate, che a giugno hanno mostrato una diminuzione rispetto al 2025, con un totale di 43,2 miliardi di euro, inferiore di 0,6 miliardi (-1,3%). Tuttavia, nel complesso dei primi sei mesi, le entrate tributarie hanno raggiunto 261 miliardi, con un incremento dell’1,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le aspettative sono ora rivolte a settembre, quando Eurostat fornirà il giudizio definitivo sul deficit 2025. Attualmente, l’Italia è al 3,1%, un decimale oltre i limiti imposti dalle regole di bilancio dell’Unione Europea. Se la correzione portasse il deficit al di sotto di questo valore, il Paese potrebbe uscire anticipatamente dalla procedura per deficit eccessivo.

Meloni ha dichiarato: «È un obiettivo alla nostra portata». Uscire dalla procedura consentirebbe di gestire le misure della prossima manovra con maggiore libertà, inclusa la proposta di un nuovo taglio dell’Irpef fino a 60.000 euro, parte di un pacchetto più ampio che prevede anche la conferma della detassazione sugli aumenti e risorse per la Sanità e le infrastrutture. Tuttavia, il Partito Democratico ha criticato la visione di Meloni, affermando che descrive un’Italia che esiste solo nella sua immaginazione.

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