Mps, fonti: “Possibile ‘frammentazione’ di Bpm e questione extra-dividendo, doppia operazione non priva di rischi”

Approvazione del Cda di Mps per Offerte su Banco Bpm e Banca Generali

Il Consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena (Mps) ha dato il via libera a una doppia offerta per Banco Bpm e Banca Generali. Tuttavia, la questione più complessa rimane legata alla strategia difensiva di Lovaglio, in particolare per quanto riguarda la posizione di Crédit Agricole, principale azionista di Piazza Meda con una partecipazione vicina al 30%. Il gruppo francese aveva già manifestato il proprio dissenso riguardo a una fusione tra Banco Bpm e Mps, contribuendo alla conclusione delle trattative esplorative tra le due istituzioni, annunciate il 31 luglio.

Per garantire il successo della nuova operazione su Banco Bpm, sarà cruciale verificare se Lovaglio sia riuscito a ristabilire un dialogo con i francesi e, soprattutto, se abbia presentato una proposta in grado di modificare la loro posizione.

La questione centrale riguarda proprio questo aspetto. Per evitare un possibile "smembramento" di Mps, si potrebbe infatti correre il rischio di compromettere Banco Bpm. Fonti finanziarie interpellate da AdnKronos ritengono verosimile che, nel contesto delle operazioni approvate dal CdA di Mps su Banco Bpm e Banca Generali, possa rientrare in gioco anche Crédit Agricole.

Secondo le stesse fonti, una volta completata l’offerta pubblica di scambio (Ops) di Mps su Banco Bpm, il gruppo francese potrebbe acquisire una parte delle filiali dell’istituto. In questo modo, Crédit Agricole non solo otterrebbe asset di interesse, ma potrebbe anche diventare uno dei principali soci della nuova banca risultante dall’integrazione tra Mps, Banco Bpm e Banca Generali.

Un altro azionista significativo sarebbe Generali. Partecipando all’Ops di Mps su Banca Generali, il Leone di Trieste entrerebbe nell’azionariato della nuova entità, che manterrebbe una partecipazione rilevante in Generali, grazie all’attuale quota del 13,32% detenuta da Mps attraverso Mediobanca.

Infine, resta da chiarire la promessa di Lovaglio di riconoscere un “extra-dividendo” agli azionisti di Mps. Questo solleva ulteriori interrogativi riguardo alle modalità di finanziamento. Mps potrebbe decidere di vendere una parte della propria partecipazione in Generali? E, soprattutto, a chi potrebbe essere ceduta? Queste domande, secondo le fonti finanziarie, potrebbero rivelarsi determinanti per comprendere la struttura effettiva dell’operazione.

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