Titoli di Stato: il Tesoro americano non riesce a calmare i mercati, i rendimenti dei Treasury continuano a salire.

Analisi del Mercato dei Titoli di Stato: Le Difficoltà di Scott Bessent

Il piano di Scott Bessent per stabilizzare il mercato dei titoli di Stato sta mostrando segni di inefficacia. Dopo un iniziale rallentamento, i rendimenti dei Treasury sono tornati a crescere. Ciò avviene nonostante l’annuncio da parte del segretario al Tesoro riguardo al raddoppio del programma di riacquisto di bond, evidenziando le preoccupazioni degli investitori riguardo al crescente debito pubblico, che ha recentemente superato i 40.000 miliardi di dollari, e all’incertezza sulla lotta della Federal Reserve contro l’inflazione.

I rendimenti dei titoli decennali, che rappresentano un indicatore chiave per i mutui, hanno toccato il 4,7%, avvicinandosi ai livelli massimi raggiunti mercoledì scorso, prima che Bessent sorprendesse i mercati con l’annuncio di un incremento degli acquisti di bond, da 2 a 4 miliardi di dollari per operazione, a partire dal mese prossimo. L’obiettivo è quello di ridurre l’offerta di titoli con scadenze comprese tra dieci e trenta anni, al fine di aumentarne il prezzo e, di conseguenza, abbassare i rendimenti. In un’intervista su CNBC, Bessent ha accennato alla possibilità di ampliare ulteriormente il programma: «Abbiamo a disposizione una vasta gamma di strumenti, vedremo», ha dichiarato, sottolineando che i rendimenti attuali non rispecchiano i reali fondamentali dell’economia americana. Il rendimento del trentennale ha superato il 5,27%, avvicinandosi al massimo degli ultimi 19 anni raggiunto martedì. Lawrence Gillum, responsabile della strategia obbligazionaria di LPL Financial, ha definito il riacquisto come un "cerotto", sostenendo che non affronta le problematiche di fondo. Anche Mike Sanders di Madison Investments ha descritto la strategia come una soluzione temporanea, avvertendo che il mercato potrebbe presto mettere sotto pressione la Casa Bianca.

La Questione del Debito Pubblico

Alla base dell’aumento dei tassi si trova principalmente il debito pubblico. Mercoledì, il debito totale degli Stati Uniti ha superato per la prima volta la soglia dei 40.000 miliardi di dollari. Il Congressional Budget Office ha stimato che il divario tra entrate e spese federali supererà quest’anno i 2.000 miliardi di dollari, una cifra significativa al di fuori dei periodi di recessione. Bessent ha promesso che l’amministrazione presenterà lunedì un nuovo piano per ridurre il deficit, che, a suo dire, raggiungerà il picco quest’anno anche a causa dei rimborsi legati ai dazi, un fattore temporaneo. Tuttavia, Gennadiy Goldberg, responsabile della strategia sui tassi di TD Securities, ha avvertito che la riduzione del deficit dipende più dal Congresso che dal Tesoro, e il mercato rimane scettico sulla capacità di Washington di intervenire efficacemente.

La situazione per Trump si complica ulteriormente. Il presidente ha sollecitato la Federal Reserve a ridurre i tassi per settimane, ma l’aumento dei rendimenti è principalmente guidato dai mercati finanziari piuttosto che dalla banca centrale, e le vendite di case continuano a rimanere deboli a causa dei tassi di mutuo elevati. Nel frattempo, il presidente della Fed, Kevin Warsh, che ha preso il posto di Jerome Powell a maggio, non ha ancora chiarito se intende aumentare i tassi per combattere l’inflazione, che a giugno si attestava al 3,7%, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% stabilito da oltre cinque anni. Warsh è atteso alla conferenza annuale della Fed a Jackson Hole, in Wyoming, la prossima settimana, un evento che i mercati seguiranno con grande attenzione per capire se la banca centrale è pronta ad agire.

Possibili Strategie Future

La domanda ora è quali ulteriori misure possa adottare Bessent per calmare i mercati. Una possibilità è affermare che il primo round di riacquisti ha avuto successo e annunciare un’iniziativa di dimensioni maggiori. Un’altra opzione potrebbe essere quella di ridurre le nuove emissioni di titoli a lungo termine, spostandosi verso titoli a breve termine, una strategia che Bessent aveva criticato quando era stata implementata dalla sua predecessora, Janet Yellen. Il Tesoro potrebbe anche modificare la composizione delle scadenze del debito esistente, cercando di spostare il mercato verso titoli a breve termine, che offrono rendimenti inferiori e risultano quindi meno attraenti per gli investitori. Infine, c’è la possibilità di continuare a intervenire in modo imprevedibile, una prassi che gli operatori di mercato hanno ribattezzato "Bessent put", per sorprendere coloro che scommettono contro il debito americano.

Il nervosismo si è esteso anche al dollaro, che sta perdendo valore, mentre gli investitori cercano rifugio in Bitcoin e oro come protezione dalla svalutazione monetaria. La criptovaluta è in procinto di chiudere la settimana con i migliori risultati degli ultimi tre anni, mentre l’oro sta vivendo il mese con i maggiori guadagni dal 1999.

Non tutti gli analisti condividono l’idea che la strategia del Tesoro sia stata gestita in modo efficace. Thomas Simons, capo economista Usa di Jefferies, ha osservato che l’annuncio del raddoppio dei riacquisti è giunto solo due settimane dopo il piano trimestrale di rifinanziamento, senza alcuna anticipazione da parte del Tesoro. Secondo Simons, questo rappresenta una rottura con la tradizione di comunicazioni regolari e prevedibili che il Tesoro ha sempre seguito, indebolendo così la credibilità delle sue previsioni future. Il contesto fiscale rimane complesso: con Trump che continua a chiedere nuovi tagli fiscali e un Congresso riluttante a contenere la spesa, i conti pubblici rischiano di deteriorarsi ulteriormente. Nel mercato dei Treasury, ci sono sempre più acquirenti, come gli hedge fund, che sono meno stabili rispetto alle banche centrali straniere che, negli anni, hanno finanziato il debito americano. Questo è uno dei motivi per cui il mercato richiede attualmente un premio più elevato per continuare a sostenere Washington.

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