
Negli ultimi dieci anni, il costo di gestione di un conto corrente in Italia è aumentato del 23%, passando da 82,2 euro a 101,1 euro. Contestualmente, i depositi delle famiglie hanno visto un incremento, raggiungendo i 1.163 miliardi di euro, secondo quanto riportato da Adusbef. A contribuire all’aumento dei costi sono principalmente le spese variabili, come bonifici, pagamenti e prelievi, che sono cresciute del 34,2%, passando da 26,6 euro a 35,7 euro. Le spese per disposizioni hanno registrato un incremento del 62,6%, mentre le spese fisse sono aumentate del 17,6%.
Si evidenzia anche un significativo divario territoriale nei depositi: la Lombardia detiene quasi 239 miliardi di euro, corrispondenti al 20% del totale, seguita dal Lazio con 122 miliardi e dal Veneto con 105 miliardi. Analizzando i dati in relazione alla popolazione, Bolzano si posiziona al primo posto con un importo medio di quasi 30.400 euro per residente, seguita da Milano con 27.900 euro. In fondo alla classifica si trova Crotone, con un valore medio di 9.679 euro.
Nel frattempo, il settore bancario sta subendo una trasformazione digitale. Secondo Abi Lab, nel 2025 si prevede che il numero di clienti attivi sulle applicazioni bancarie aumenterà del 5,7%, con un incremento del 18,6% delle operazioni effettuate tramite dispositivi mobili. I bonifici istantanei stanno vivendo un vero e proprio boom, con un aumento del 130,5% per le operazioni da mobile e del 154% per quelle effettuate tramite internet banking.
Gli investimenti delle banche in tecnologia hanno superato i 6,3 miliardi di euro, di cui quasi 2,5 miliardi sono stati destinati alla cybersecurity nel periodo compreso tra il 2020 e il 2025. Nonostante in dieci anni i depositi siano aumentati del 28,3%, considerando l’inflazione, la crescita reale si attesta al 4,7%. Antonio Tanza, presidente di Adusbef, sottolinea che l’aumento dei depositi bancari riflette la volontà delle famiglie di proteggersi in un contesto di incertezza, ma evidenzia che tale dato non indica necessariamente un miglioramento del benessere, poiché spesso il risparmio è il risultato di una riduzione dei consumi.








