Cosa prevede l’assemblea straordinaria di Mps a fine ottobre?

Intervista a Marcello Clarich sul futuro di Monte dei Paschi di Siena

Marcello Clarich, professore di diritto amministrativo alla Sapienza di Roma ed ex presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena dal 2014 al 2018, ha espresso la sua opinione sulla strategia del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) riguardo alla banca senese. In un’intervista rilasciata ad Adnkronos, Clarich ha sottolineato l’importanza per il Mef di agire come un investitore finanziario, puntando alla massima valorizzazione della propria partecipazione in Mps. Ha commentato anche le recenti manovre di Luigi Lovaglio, amministratore delegato della banca, su Banco Bpm e Banca Generali, evidenziando che la solidità del progetto industriale sarà cruciale per il successo delle operazioni.

La sfida di Lovaglio e il risanamento di Mps

Riflettendo sulla recente sfida lanciata da Lovaglio, Clarich ha dichiarato che Monte dei Paschi ha compiuto significativi progressi di risanamento grazie all’operato dell’attuale amministratore delegato. Ricollegandosi alla sua esperienza come presidente della Fondazione durante la crisi, ha ricordato i momenti difficili in cui la banca sembrava a rischio di fallimento. Ha sottolineato l’importanza delle azioni di salvataggio e rilancio che hanno permesso a Mps di tornare a operare attivamente sul mercato, realizzando operazioni straordinarie come quella su Mediobanca.

Cause della crisi di Monte dei Paschi

Sulla questione delle cause della crisi, Clarich ha indicato che la difficoltà dei poteri locali e della politica di accettare la riduzione del controllo della Fondazione sulla banca ha avuto un ruolo determinante. Le operazioni intraprese, come l’acquisizione di Antonveneta, hanno contribuito a destabilizzare l’intero sistema, portando a una perdita quasi totale della partecipazione della Fondazione, ora ridotta a una quota marginale.

Valutazione delle operazioni su Banco Bpm e Banca Generali

Riguardo alle recenti manovre di Lovaglio, Clarich ha osservato che la decisione di portare avanti queste operazioni ha anche un carattere difensivo rispetto all’offerta pubblica di acquisto (Opas) di Intesa Sanpaolo. Ha sollevato interrogativi sulla logica industriale dietro tali operazioni, sottolineando che la reazione del mercato non è stata particolarmente entusiasta, evidenziando le incertezze che permangono.

Supporto delle istituzioni locali e identità di Mps

Clarich ha notato che l’operazione sembra essere ben vista dalle istituzioni locali, come la Regione e il Comune, che temono che un’eventuale acquisizione da parte di Intesa possa portare alla frammentazione di Mps. Questo timore è legato alla possibilità di perdere l’identità storica della banca e alle potenziali ricadute occupazionali.

Aspettative dall’assemblea degli azionisti

In merito all’assemblea degli azionisti, Clarich ha affermato che sarà un momento cruciale. Le aspettative dipenderanno dalla valutazione del progetto industriale proposto da Lovaglio. Se l’operazione si dimostrerà puramente difensiva, potrebbe non ricevere il supporto degli azionisti. Tuttavia, se esiste un progetto industriale significativo, si dovrà considerare la reale possibilità di un terzo polo bancario.

Il ruolo del Mef in assemblea

Clarich ha chiarito che, dato il basso livello della partecipazione del Mef, questo dovrebbe adottare un approccio finanziario, mirato alla massima valorizzazione dell’investimento. Ha suggerito che le decisioni dovrebbero basarsi su considerazioni finanziarie piuttosto che politiche, evitando atteggiamenti simili a quelli del governo tedesco nei confronti di UniCredit.

Costruzione di un terzo polo bancario

Infine, Clarich ha riconosciuto l’intenzione di Lovaglio di creare un terzo polo bancario che possa competere con Intesa Sanpaolo e UniCredit. Tuttavia, ha sollevato la questione se, in un contesto di mercato bancario europeo unificato, abbia ancora senso ragionare in termini puramente nazionali o se sia necessario puntare alla creazione di grandi operatori bancari in grado di competere su scala europea.

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