Fed e Bce potrebbero allontanarsi nel processo di aumento dei tassi. Quali saranno le tempistiche?

Analisi delle Politiche Monetarie: Differenze tra Fed e BCE

Vittorio Gaudio, direttore dell’asset management di Banca Mediolanum, ha illustrato a Adnkronos le prospettive per le politiche monetarie della Federal Reserve (Fed) e della Banca Centrale Europea (BCE). Secondo Gaudio, entrambe le istituzioni potrebbero attuare un aumento dei tassi d’interesse, ma con tempistiche differenti. Negli Stati Uniti, un incremento è previsto entro la fine dell’anno, mentre in Europa l’innalzamento potrebbe avvenire già tra settembre e ottobre a causa della pressione dei prezzi dell’energia.

Gaudio ha sottolineato che non si tratta di una divergenza sostanziale tra le due banche centrali, ma piuttosto di una differenza di tempistiche. L’inflazione negli Stati Uniti e in Europa presenta caratteristiche diverse, e questa distinzione sarà cruciale nelle decisioni future. In particolare, l’Europa corre il rischio di penalizzare consumi e investimenti utilizzando strumenti come l’aumento dei tassi per contrastare un’inflazione prevalentemente causata da fattori di offerta.

Inflazione e Prospettive di Aumento dei Tassi

In merito ai dati sull’inflazione PCE negli Stati Uniti, Gaudio ha confermato che i prezzi superano ancora l’obiettivo, ma non è probabile che la Fed attui una stretta monetaria già a settembre. Le aspettative di mercato puntano ora a un rialzo dei tassi entro la fine dell’anno, riducendo le previsioni precedenti di due aumenti.

Dall’altra parte dell’Atlantico, Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha ribadito la possibilità di un rialzo. Gaudio ha evidenziato che questa possibilità è alimentata dall’alta sensibilità della BCE ai costi energetici, che rimangono elevati a causa della crisi in Hormuz. Le aspettative di mercato suggeriscono un possibile intervento della BCE a settembre o ottobre, con un aumento di 25 punti base.

Differenze di Timing e Struttura Economica

Gaudio ha chiarito che non si può parlare di una divergenza definitiva tra la BCE e la Fed, ma piuttosto di un diverso timing. Mentre l’economia statunitense mostra segni di robustezza, l’Eurozona è più vulnerabile a fattori esterni, in particolare per quanto riguarda la dipendenza dalle fonti energetiche esterne.

La diversa natura dell’inflazione nelle due aree geografiche comporta una sensibilità differente da parte delle rispettive banche centrali. Negli Stati Uniti, le pressioni inflazionistiche si concentrano nei servizi, mentre in Europa il rischio di uno shock energetico legato ai conflitti in Medio Oriente potrebbe influenzare le decisioni monetarie.

Efficacia della Politica Monetaria contro l’Inflazione Energetica

Gaudio ha avvertito che un aumento dei tassi in Europa per affrontare l’alto costo dell’energia potrebbe avere conseguenze negative sulla crescita e sugli investimenti, poiché l’inflazione attuale è più il risultato di problemi di offerta piuttosto che di un eccesso di domanda. Tuttavia, ha indicato che rialzi modesti, come 25 o 50 punti base nei prossimi dodici mesi, non dovrebbero compromettere gravemente l’economia.

In caso di un rialzo dei tassi da parte della BCE mentre la Fed rimane ferma, Gaudio prevede che il mercato valutario risentirebbe maggiormente della situazione. Il dollaro, già sotto pressione, potrebbe indebolirsi ulteriormente, mentre i titoli di Stato dell’Eurozona potrebbero registrare un impatto limitato, dato che il mercato ha già scontato le aspettative di un aumento dei tassi.

Impatto sullo Spread Italiano e sulle Politiche Future

Gaudio non prevede effetti significativi sullo spread italiano, grazie alla prudenza mostrata dal governo italiano negli ultimi trimestri. Tuttavia, ha sottolineato che l’evoluzione politica dell’Eurozona sarà un fattore da monitorare attentamente nel prossimo anno, specialmente alla luce delle elezioni del 2027.

Infine, ha discusso i potenziali rischi per la Fed e la BCE. Per la Fed, un prolungato immobilismo potrebbe essere interpretato come una debolezza, mentre per la BCE un rialzo dei tassi, seppur modesto, non dovrebbe essere eccessivamente aggressivo, dato che l’economia europea è più fragile rispetto ad altre aree. Una politica monetaria equilibrata sarà cruciale per affrontare le sfide economiche future.

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