Chorlton (M&G Investments): “L’Occidente affronta i mercati, la regolamentazione proviene dai paesi emergenti”

Il rischio si evolve: analisi degli spread creditizi e delle prospettive economiche

Attualmente, gli spread del credito sono ai minimi storici, resistendo a pressioni come dazi e tensioni geopolitiche. Tuttavia, il vero campanello d’allarme si trova nel cuore delle economie avanzate. Andrew Chorlton, Chief Investment Officer Fixed Income di M&G Investments, una società londinese con quasi 450 miliardi di dollari in gestione, descrive uno scenario in cui i cosiddetti "porti sicuri" scricchiolano a causa di deficit e incertezze politiche. Al contrario, i Paesi emergenti stanno dimostrando maggiore stabilità. Chorlton avverte: «Negli ultimi anni, i governi dei mercati emergenti hanno mostrato una disciplina superiore, mentre le nazioni occidentali hanno messo a dura prova la pazienza dei mercati obbligazionari». Il crescente indebitamento previsto per l’Intelligenza Artificiale potrebbe aggravare la situazione.

L’intervista con Kenneth Rogoff: “Trump rafforza il regime, l’Europa teme la stagflazione”

Fabrizio Goria ha intervistato Kenneth Rogoff, il quale ha posto l’accento su una domanda cruciale: quale fattore potrebbe mettere a rischio la fiducia degli investitori, dato che la Banca Centrale Europea (BCE) sta nuovamente aumentando i tassi? Rogoff osserva: «I creditori sono stati ricompensati per aver mantenuto investimenti in questa classe di asset. Anche durante eventi volatili come l’introduzione dei dazi nel 2025 o il conflitto in Golfo Persico di quest’anno, gli investitori hanno visto opportunità di acquisto. Se né una guerra commerciale né un conflitto militare riescono a influenzare in modo duraturo gli spread, cosa potrebbe farlo?».

La risposta di Rogoff: dinamiche di offerta e domanda

Secondo Rogoff, la risposta potrebbe risiedere nelle tradizionali dinamiche di domanda e offerta. «Il tema delle emissioni è sempre più rilevante per gli investitori sovrani e ora anche nel settore del credito, in particolare da parte delle grandi aziende tecnologiche». Le emissioni nel settore tech potrebbero superare il miliardo di dollari quest’anno, con ulteriori emissioni simili previste per gli anni a venire, man mano che si sviluppa l’infrastruttura per l’intelligenza artificiale. Inoltre, sono necessari migliaia di miliardi di euro in investimenti nel settore delle utility europee, il che potrebbe causare un eccesso di offerta.

Riflessioni sugli investimenti obbligazionari

Circa l’80-85% dei rendimenti delle obbligazioni corporate è attualmente influenzato dalla componente governativa. Rogoff afferma: «Questa è una domanda cruciale per gli investitori obbligazionari. Sebbene il miglior scenario per gli spread sia mantenersi ai livelli attuali, ciò implica che il mercato preveda già un risultato molto favorevole. In contrasto, le valutazioni dei titoli sovrani riflettono incertezze politiche, fiscali e inflazionistiche».

Le prospettive sui mercati emergenti

Chorlton sottolinea l’importanza di rendimenti reali positivi nei bond sovrani come un’opportunità interessante. La selezione di Paesi con rapporti debito/PIL più contenuti potrebbe apparire controintuitiva, ma non lo è per i gestori attivi. «Esistono opportunità in mercati più piccoli e meno indebitati, come Norvegia e Nuova Zelanda, e siamo ottimisti anche su mercati come quello britannico, nonostante le sfide».

Riflessioni sul debito pubblico italiano

Riguardo all’Italia, Chorlton la valuta in rapporto agli altri Paesi dell’Eurozona. «La percezione di maggiore sicurezza del debito tedesco può essere allettante, ma in altri momenti il rendimento aggiuntivo dell’Italia potrebbe risultare più interessante».

Opportunità nel mercato giapponese

Chorlton nota che il Giappone sta tornando ad essere un’area di interesse per gli investitori obbligazionari. Dopo anni di disinteresse, il mercato giapponese è ora al centro di un dibattito più attivo. Alcuni grandi investitori stanno considerando questo mercato come parte della loro allocazione strategica, mentre M&G adotta un approccio più tattico, valutando i titoli di Stato giapponesi su un orizzonte di breve termine.

Rischi sistemici nell’Eurozona

Chorlton descrive le banche centrali dei mercati emergenti come più credibili rispetto a quelle dei mercati sviluppati, dove i fondamentali sovrani stanno peggiorando. Nonostante i rischi sistemici associati ai Paesi occidentali, non è necessario avere una visione eccessivamente negativa. Il debito emergente è un universo ampio e diversificato, e non dovrebbe essere visto come un’unica classe di asset omogenea.

Conclusione sui mercati avanzati

In sintesi, i Paesi emergenti hanno dimostrato una maggiore disciplina, mentre i Paesi occidentali stanno affrontando sfide crescenti in termini di disciplina fiscale e stabilità politica. Questi rischi, sebbene ben noti, contribuiscono a mantenere i rendimenti obbligazionari su livelli attuali.

Tendenze nei pagamenti digitali in Italia

Infine, la volatilità del debito emergente si sta avvicinando a quella dei Paesi sviluppati, continuando a offrire un chiaro premio di rendimento. Tuttavia, rimangono ostacoli significativi per i grandi capitali che desiderano integrare questa classe di asset nei portafogli in modo strutturale. M&G ha recentemente condotto un’indagine tra circa 300 investitori italiani: oltre il 60% ha aumentato la propria allocazione ai mercati emergenti, spinto dalla ricerca di diversificazione, nonostante le preoccupazioni geopolitiche.

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