Accordo per i soci Mps: vantaggi dall’Opas. Tajani: «La politica non interferisca»

A pochi giorni dall’assemblea di Intesa Sanpaolo, prevista per il 10 settembre, chiamata a deliberare sull’aumento di capitale per sostenere l’Opas su Mps, il presidente di Ca’ de Sass, Gian Maria Gros-Pietro, ha indirizzato un messaggio ai soci e ai dipendenti del Monte, cercando di dissipare le preoccupazioni riguardanti una possibile perdita di autonomia per Siena. Durante il Forum di Cernobbio, Gros-Pietro ha sottolineato che, analizzando la storia recente, gli azionisti delle banche precedentemente esterne al gruppo sono ora “molto soddisfatti” di far parte di Intesa Sanpaolo.

Il presidente ha evidenziato che i nuovi soci, entrati negli ultimi anni, godono di “dividendi migliori” e hanno una “visione molto più ottimistica per il loro futuro”. Questa dichiarazione giunge in un contesto in cui Intesa ha risposto alle richieste della Consob, la quale aveva chiesto chiarimenti su come la banca intenda gestire le operazioni di Mps su Bpm e Banca Generali, una prassi normale durante l’analisi di un’offerta.

Gros-Pietro si è mostrato fiducioso che l’Opas su Mps riceverà “ampio sostegno” da parte degli azionisti nell’assemblea del 10 settembre, ricordando che anche i proxy advisor hanno espresso parere favorevole. Non ci sarebbero, pertanto, ostacoli all’orizzonte. Il presidente ha ribadito che i soci beneficeranno di “effetti positivi”, simili a quelli osservati in precedenti aggregazioni, come nel caso di Ubi, dove gli azionisti e i dipendenti hanno trovato soddisfazione nell’integrazione con il gruppo.

Da Cernobbio, il vice premier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha espresso la sua posizione riguardo alla quota del Mef in Mps, attualmente attorno al 4,8%. Tajani ha ribadito il suo sostegno al “libero mercato”, sottolineando che una minore interferenza della politica nelle questioni bancarie è auspicabile. Ha inoltre affermato di essere favorevole alle privatizzazioni.

Nel frattempo, gli analisti di Santander hanno incrementato del 16% il target price per le azioni di Intesa Sanpaolo, portando l’obiettivo da 6,6 a 7,7 euro. Hanno descritto l’acquisizione di Mps come “molto interessante” sia per quanto riguarda gli utili che il capitale. Secondo le valutazioni di Santander, l’operazione su Mps rappresenta un “catalizzatore” per Ca’ de Sass, con un potenziale incremento dell’utile per azione di circa l’8% e una generazione di circa 100 punti base di capitale, beneficiando del Danish Compromise, senza considerare l’upside legato ai circa 2,8 miliardi di euro in crediti fiscali (Dta) di Siena.

Il report ha anche toccato il tema di Unicredit, per la quale è stato elevato il target price, considerando “il pieno consolidamento di Commerzbank”, un’operazione che si sta avvicinando a una fase decisiva. Gli analisti hanno concluso ritenendo che entrambe le banche riusciranno a portare a termine le loro rispettive operazioni, evidenziando la solidità della logica strategica e dei ritorni finanziari attesi.

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