Settimana analizzata: 31 agosto–4 settembre 2026

La settimana 36/2026 ha riportato al centro il tema più importante per i mercati: i tassi d’interesse. Dopo settimane dominate da Nvidia, AI, petrolio e Jackson Hole, il dato sul lavoro americano ha cambiato nuovamente le aspettative sulla Federal Reserve.

Gli Stati Uniti hanno creato 162.000 posti di lavoro ad agosto, molto più delle attese, mentre il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 4,1%. Il mercato ha reagito in modo prudente: una crescita occupazionale così forte riduce il rischio di rallentamento economico, ma aumenta anche la probabilità che la Fed possa alzare ancora i tassi nella riunione di settembre.

Il risultato è stato un mercato azionario americano quasi fermo su base settimanale, ma con tensioni evidenti nel finale. S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso la settimana con piccoli rialzi, mentre il Dow Jones ha perso terreno. In Europa, invece, la settimana è stata negativa: lo STOXX 600 ha perso lo 0,8% e Piazza Affari ha chiuso in calo, penalizzata soprattutto dai bancari.

La settimana ha quindi confermato una fase molto delicata: l’economia americana tiene, ma proprio questa tenuta rende più difficile un allentamento della politica monetaria.

I numeri della settimana

Asset / indice Settimana Ultimo dato indicativo Lettura
S&P 500 +0,1% 7.718,60 Settimana quasi piatta, ma vicino ai massimi
Nasdaq Composite +0,4% 26.506,99 Tiene grazie a tecnologia e AI, ma senza slancio
Dow Jones -0,3% 53.414,25 Debolezza relativa dei titoli tradizionali
Russell 2000 +0,1% 2.975,65 Small cap poco mosse
STOXX Europe 600 -0,8% 649,88 Europa frenata da petrolio, inflazione e BCE
FTSE MIB -1,46% 52.100 punti circa Milano penalizzata dai bancari
Bitcoin +4,6% circa area 80.000–82.000 dollari Terza settimana positiva
Brent +9% circa 96,28 dollari Forte rialzo per Medio Oriente e Hormuz
WTI +9/10% circa 91,48 dollari Miglior settimana da metà luglio
Oro -1,1% circa 4.429,80 dollari/oncia Penalizzato dal lavoro USA forte
Treasury 2 anni USA 4,37% circa in rialzo Più probabilità di rialzo Fed
Treasury 10 anni USA area 4,8% massimo da inizio 2025 Pressione sui mercati azionari

Secondo AP, nella settimana l’S&P 500 è salito dello 0,1%, il Nasdaq dello 0,4%, il Russell 2000 dello 0,1%, mentre il Dow Jones ha perso lo 0,3%. Venerdì 4 settembre, l’S&P 500 ha chiuso a 7.718,60 punti, il Dow Jones a 53.414,25, il Nasdaq a 26.506,99 e il Russell 2000 a 2.975,65.

I principali movimenti degli indici

A Wall Street la settimana è stata sostanzialmente laterale. Gli indici principali sono rimasti vicini ai massimi, ma la seduta di venerdì ha mostrato chiaramente la tensione tra crescita economica e politica monetaria.

Il dato forte sul lavoro ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury e ha riportato pressione sui titoli più sensibili ai tassi. L’S&P 500 ha perso lo 0,4% venerdì, il Dow Jones lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,3%. Non è stato un crollo, ma una presa di beneficio dopo il ritorno delle aspettative di rialzo Fed.

Il Nasdaq ha retto meglio degli altri su base settimanale, grazie al sostegno di alcuni titoli tecnologici e semiconduttori. Ma anche qui il movimento è stato molto selettivo: non tutta la tecnologia ha corso, e il mercato continua a distinguere tra aziende realmente beneficiarie dell’AI e società che vivono solo della narrativa.

Il Russell 2000 è rimasto quasi fermo. Dopo il recupero delle settimane precedenti, le small cap hanno perso slancio perché il rialzo dei rendimenti rende di nuovo più caro il credito e più difficile sostenere le valutazioni.

In Europa il quadro è stato più debole. Lo STOXX 600 ha chiuso la settimana in calo dello 0,8%, nonostante un piccolo recupero venerdì. A pesare sono stati l’aumento del petrolio, i timori sull’inflazione e le attese per una nuova stretta della BCE.

A Milano, il FTSE MIB ha chiuso venerdì in lieve calo, a circa 52.100 punti. Borsa Italiana ha indicato una perdita settimanale dell’1,46%. Piazza Affari resta su livelli ancora molto elevati rispetto a inizio anno, ma questa settimana ha sofferto la pressione sul comparto bancario.

I settori migliori e peggiori

Tra i settori migliori della settimana si sono visti energia, utilities, semiconduttori selezionati, software e alcuni titoli retail.

Il settore energia è tornato protagonista grazie al forte rialzo del petrolio. Il Brent ha chiuso la settimana a 96,28 dollari e il WTI a 91,48 dollari, con rialzi settimanali superiori al 9%. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran, gli attacchi nell’area del Golfo Persico e i timori per lo Stretto di Hormuz hanno riportato il premio geopolitico sul greggio.

Nel comparto tecnologico, la settimana ha confermato una forte selezione. Broadcom ha riportato risultati solidi, con ricavi complessivi superiori alle attese e vendite di chip AI più che triplicate a 16,7 miliardi di dollari. Il mercato però continua a valutare con attenzione non solo i numeri attuali, ma anche le prospettive future e il confronto con Nvidia.

Tra i titoli positivi della settimana si sono visti anche Sandisk, Astera Labs e KLA, sostenuti dalla domanda legata a semiconduttori, memoria e infrastrutture AI. Le utilities hanno beneficiato del ruolo crescente dell’energia elettrica nel ciclo AI, ma anche della ricerca di comparti più difensivi in una fase di tassi e petrolio elevati.

Tra i settori più deboli si sono visti invece retail selettivo, consumi discrezionali e alcune aree della tecnologia più esposte a valutazioni elevate. Lululemon è stata penalizzata dopo ricavi deludenti e una revisione al ribasso delle previsioni annuali. Tesla ha perso terreno dopo l’evento Cybercab, segnale che il mercato non accetta più facilmente promesse future senza numeri immediati.

In Europa, il settore auto ha avuto un sostegno da Volkswagen, salita dopo un piano di rilancio che ha rassicurato temporaneamente investitori e sindacati. Ma il comparto resta sotto pressione per domanda debole, tariffe USA e concorrenza cinese.

Le notizie macro più importanti

La notizia macro centrale è stata il rapporto sul lavoro USA di agosto. L’economia americana ha creato 162.000 posti di lavoro, molto più dei 56.000 attesi dagli economisti Reuters. Il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,1%.

Il dato ha due letture. La prima è positiva: l’economia americana resta resiliente e il rischio di recessione immediata diminuisce. La seconda è più problematica per i mercati: se il lavoro resta forte, la Fed ha meno ragioni per fermarsi e più spazio per alzare i tassi contro l’inflazione.

Dopo il dato, le probabilità di un rialzo Fed a settembre sono salite intorno al 60–62%. Citigroup ha addirittura rinviato al 2027 la previsione di un primo taglio dei tassi, proprio perché il mercato del lavoro appare più solido del previsto.

Il secondo dato importante è arrivato dall’ISM manifatturiero. L’indice è sceso a 54,6 in agosto da 55,6 in luglio, ma resta su livelli di espansione. La manifattura americana continua quindi a crescere, sostenuta anche dagli investimenti legati all’AI, ma con pressioni ancora elevate sui prezzi e sulle catene di fornitura.

Il terzo dato è stato l’ISM servizi, salito a 55,4. Anche qui il messaggio è simile: l’economia americana non mostra segnali di cedimento netto. I servizi restano in espansione e questo rende più difficile immaginare una Fed rapidamente accomodante.

Il quarto grande tema macro è stato il mercato obbligazionario. I rendimenti sono saliti in modo significativo: il Treasury a 10 anni è arrivato intorno al 4,8%, mentre i rendimenti a lunga scadenza in Giappone e Germania hanno toccato livelli molto elevati. Reuters ha definito questa fase come un nuovo avvertimento dei bond: il debito pubblico globale diventa più difficile da finanziare quando inflazione, deficit e tassi restano alti.

Il quinto tema è stato il petrolio. Dopo il rialzo di agosto, il greggio ha accelerato ulteriormente nella prima settimana di settembre. Il rischio è chiaro: se il petrolio resta vicino a 100 dollari, i dati d’inflazione della prossima settimana diventano ancora più importanti.

Le aziende e i titoli più citati

I nomi più citati della settimana sono stati Broadcom, Nvidia, Oracle, Sandisk, Astera Labs, KLA, Tesla, Lululemon, Volkswagen, Five Below, Abercrombie & Fitch e Constellation Energy.

Broadcom è stata il nome più importante della settimana per il settore AI. Dopo Nvidia, il mercato voleva capire se la domanda per chip e infrastrutture di intelligenza artificiale fosse ampia o concentrata solo sul leader dei GPU. I numeri di Broadcom hanno confermato una domanda molto forte: le vendite di chip AI sono più che triplicate, raggiungendo 16,7 miliardi di dollari nel trimestre.

Nvidia resta comunque il riferimento centrale. Il titolo continua a muoversi vicino ad aree tecniche importanti e resta il principale termometro del ciclo AI. Dopo i risultati molto forti della settimana precedente, gli investitori guardano ora a tutta la filiera: chip, memoria, software, energia, data center e cybersecurity.

Oracle è stata osservata in vista dei risultati della settimana successiva e per i legami con lo sviluppo dell’infrastruttura AI. Il mercato vuole capire se la domanda cloud legata all’intelligenza artificiale si sta allargando anche oltre i nomi più ovvi.

Sandisk, Astera Labs e KLA sono stati tra i titoli tecnologici più forti, confermando che il comparto chip resta vivo anche in una settimana condizionata dai tassi. La selezione però resta estrema: chi convince viene premiato molto, chi delude viene punito subito.

Tesla ha perso terreno dopo l’evento Cybercab. Il problema per Tesla non è solo il singolo evento, ma il fatto che il mercato sta diventando più severo sulle storie di crescita futura. In questa fase, le promesse devono trasformarsi più rapidamente in ricavi, margini e volumi.

Lululemon ha rappresentato il lato debole dei consumi discrezionali. Il titolo è sceso dopo ricavi inferiori alle attese e guidance tagliata. È un segnale utile: il consumatore americano non è in crisi, ma sta diventando più selettivo.

In Europa, Volkswagen ha avuto una settimana positiva grazie al piano di turnaround. Ma il settore auto resta esposto a molte pressioni: concorrenza cinese, tariffe, transizione elettrica e domanda europea debole.

Il tema dominante della settimana

Il tema dominante può essere riassunto così:

l’economia americana è troppo forte per tranquillizzare la Fed.

Nelle ultime settimane i mercati avevano sperato in un equilibrio favorevole: crescita ancora sufficiente, inflazione in rallentamento e Fed meno aggressiva. Il dato sul lavoro di agosto ha cambiato leggermente questa narrativa. Se l’economia crea 162.000 posti di lavoro, con disoccupazione al 4,1% e servizi ancora in espansione, la Fed può permettersi di restare dura.

Questo non è necessariamente negativo per l’economia reale. Anzi, un mercato del lavoro forte è una buona notizia per redditi e consumi. Ma per i mercati finanziari la lettura è più complessa: tassi più alti significano rendimenti obbligazionari più elevati, valutazioni azionarie più difficili da sostenere e maggiore concorrenza tra bond e azioni.

Il secondo tema, collegato al primo, è il petrolio. Una Fed più dura sarebbe già un problema per il Nasdaq; una Fed più dura con petrolio vicino a 100 dollari diventa un problema più grande. Perché il rischio è che l’inflazione non scenda abbastanza proprio mentre il costo del denaro resta elevato.

Il terzo tema è l’intelligenza artificiale. Broadcom ha confermato che la domanda AI resta forte, ma il mercato non può più ignorare i tassi. La domanda è sempre la stessa: quanto valgono gli utili futuri delle società AI se i rendimenti a lungo termine continuano a salire?

Cosa guardare nella settimana successiva

La settimana 37/2026, dall’8 all’11 settembre per Wall Street dopo la chiusura del Labor Day, sarà dominata dall’inflazione e dalla BCE.

Il primo appuntamento sarà il PPI USA di agosto, previsto giovedì 10 settembre. I prezzi alla produzione diranno se le pressioni sui costi stanno tornando a salire, anche per effetto del petrolio, delle tariffe e delle tensioni sulle catene di fornitura.

Il secondo appuntamento sarà il CPI USA di agosto, previsto venerdì 11 settembre. È il dato più importante della settimana. Dopo il lavoro forte, solo un’inflazione chiaramente più debole potrebbe ridurre le probabilità di rialzo Fed a settembre. Se invece il CPI dovesse sorprendere al rialzo, il mercato potrebbe iniziare a considerare quasi certo un rialzo dei tassi.

Il terzo appuntamento sarà la BCE. Il mercato si aspetta un rialzo di 25 punti base, dopo il ritorno dell’inflazione eurozona sopra il 3%. Il punto non sarà solo la decisione, ma il tono di Christine Lagarde: la BCE pensa a un rialzo isolato o a un ciclo ancora aperto?

Il quarto tema sarà Oracle. Dopo Nvidia e Broadcom, il mercato guarderà ai risultati della società per capire se il boom dell’AI continua a sostenere anche cloud, software e infrastrutture enterprise.

Il quinto tema sarà il petrolio. Se Brent e WTI continueranno a salire, il rischio inflazione diventerà più concreto. Se invece ci sarà una stabilizzazione, i mercati potrebbero recuperare parte della serenità persa dopo il dato sul lavoro.

Da seguire anche i dati su Cina, Giappone e Regno Unito. In Cina arriveranno dati su commercio e inflazione; in Giappone il mercato continuerà a guardare ai rendimenti e alla Bank of Japan; nel Regno Unito saranno importanti PIL e mercato obbligazionario.

Calendario macro della settimana successiva

Giorno Indicatore / evento Area Perché conta
Lunedì 7 settembre Labor Day, Wall Street chiusa USA Settimana americana più corta
Martedì 8 settembre Riapertura mercati USA USA / globale Reazione post-lavoro e pre-inflazione
Martedì 8 settembre Dati commercio Cina Cina Domanda globale, export e materie prime
Martedì 8 settembre Oracle USA / tecnologia Cloud, AI infrastructure e domanda enterprise
Mercoledì 9 settembre Aste Treasury / mercato bond USA Test sulla domanda di debito americano
Mercoledì 9 settembre Inflazione Cina Cina Prezzi, domanda interna e rischio deflazione
Giovedì 10 settembre PPI agosto USA Prezzi alla produzione e pressioni sui costi
Giovedì 10 settembre BCE Eurozona Decisione sui tassi e messaggio di Lagarde
Giovedì 10 settembre Richieste sussidi disoccupazione USA Stato del mercato del lavoro dopo il report forte
Giovedì 10 settembre Discorso Bank of Japan / segnali BOJ Giappone Yen, rendimenti e flussi globali
Venerdì 11 settembre CPI agosto USA Dato decisivo per la Fed di settembre
Venerdì 11 settembre PIL Regno Unito UK Crescita britannica e pressione sui gilt
Venerdì 11 settembre Fiducia consumatori Michigan preliminare USA Aspettative su inflazione e consumi
Tutta la settimana Petrolio e Medio Oriente Globale Rischio energia e inflazione
Tutta la settimana Bitcoin, oro e dollaro Globale Fiducia in valuta, tassi e asset alternativi

Conclusione

La settimana 36/2026 è stata una settimana di equilibrio instabile. Gli indici americani hanno chiuso quasi fermi, ma il messaggio del mercato è cambiato: il lavoro USA è più forte del previsto, la Fed potrebbe alzare ancora i tassi e i rendimenti obbligazionari restano una minaccia per le valutazioni.

La buona notizia è che l’economia americana non sembra vicina a una recessione. I servizi restano solidi, la manifattura è ancora in espansione e le aziende legate all’AI continuano a mostrare domanda reale. Broadcom ha confermato che il ciclo dell’intelligenza artificiale non riguarda solo Nvidia.

La cattiva notizia è che questa resilienza rende più difficile una Fed accomodante. Se l’inflazione non scende chiaramente nei dati della prossima settimana, i mercati potrebbero dover incorporare uno scenario di tassi più alti più a lungo.

Per l’Europa, il quadro è ancora più complicato: petrolio in rialzo, inflazione sopra il target, BCE probabilmente più restrittiva e crescita non abbastanza forte da rendere indolore un nuovo rialzo dei tassi.

Bitcoin resta sostenuto dal tema della svalutazione monetaria e dalla ricerca di alternative al dollaro, mentre l’oro ha sofferto il ritorno dei rendimenti e del dollaro dopo il dato sul lavoro. Anche questo racconta bene il momento: i mercati cercano protezione, ma il prezzo di quella protezione cambia rapidamente quando la Fed torna al centro.

La prossima settimana sarà quindi decisiva. PPI, CPI e BCE diranno se settembre sarà un mese di semplice assestamento o l’inizio di una nuova fase di volatilità. Per ora la sintesi è chiara: i mercati restano forti, ma la Fed è tornata a comandare.

Fonti principali

AP – How major US stock indexes fared Friday 9/4/2026
https://apnews.com/article/ebc11cfa2cf8baf4491bf3d4199c1d74

Reuters – US nonfarm payrolls blow past expectations in August; unemployment rate steady at 4.1%
https://www.reuters.com/business/us-nonfarm-payrolls-surge-august-unemployment-rate-steady-41-2026-09-04/

Reuters – Strong August jobs report sends yields higher
https://www.reuters.com/business/view-strong-august-jobs-report-sends-yields-higher-2026-09-04/

Reuters – Citigroup delays Fed rate-cut forecast to 2027 after strong U.S. jobs report
https://www.reuters.com/business/citigroup-delays-fed-rate-cut-forecast-2027-after-strong-us-jobs-report-2026-09-04/

Reuters – Wall St Week Ahead: Investors to pore over inflation data for signals on rate trajectory
https://www.reuters.com/business/wall-st-week-ahead-investors-pore-over-inflation-data-signals-rate-trajectory-2026-09-04/

AP – Wall Street week ahead: The market focuses on key inflation updates
https://apnews.com/article/a62d7e48184634d7ac1d1777b8b6688e

Reuters – Broadcom raises AI chip forecast as Big Tech keeps writing checks
https://www.reuters.com/business/broadcom-forecasts-quarterly-revenue-below-estimates-2026-09-02/

Investor’s Business Daily – Dow sinks amid rate fears; Sandisk, KLA lead Nasdaq-100
https://www.investors.com/market-trend/stock-market-today/dow-jones-sp500-nasdaq-august-jobs-report-lululemon-lulu/

Reuters – US manufacturing activity slows in August; input prices remain elevated
https://www.reuters.com/business/us-manufacturing-activity-slows-august-input-prices-still-elevated-2026-09-01/

ISM – August 2026 Services PMI Report
https://www.ismworld.org/supply-management-news-and-reports/reports/ism-pmi-reports/services/august/

Reuters – European shares log weekly losses on inflation worries; Volkswagen jumps
https://www.reuters.com/business/autos-transportation/european-shares-edge-lower-ahead-of-us-jobs-data-volkswagen-jumps-2026-09-04/

Borsa Italiana – Performance Indici, 4 settembre 2026
https://www.borsaitaliana.it/borsa/indici/performance-mercato.html?lang=it

ANSA – Borsa: Milano chiude in lieve calo, FTSE MIB -0,28%
https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2026/09/04/borsa-milano-chiude-in-lieve-calo-ftse-mib-028_befbcc2b-c724-446c-9348-db2b3befaae9.html

WSJ – Oil futures post weekly gains on Middle East escalation
https://www.wsj.com/finance/commodities-futures/oil-rises-amid-elevated-supply-disruption-concerns-fa01461e

Reuters – Oil prices settle up more than $4 a barrel on renewed US-Iran fighting
https://www.reuters.com/business/energy/oil-prices-rise-latest-fighting-resurrects-middle-east-supply-disruption-risks-2026-09-01/

MarketWatch – Oil prices fall but head for biggest weekly gain since mid-July
https://www.marketwatch.com/livecoverage/stock-market-today-dow-s-p-500-nasdaq-investors-await-august-jobs-data/card/oil-prices-fall-but-head-for-biggest-weekly-gain-since-mid-july-RLwBxz9dRnl4uyLFrzDC

MarketWatch – Gold prices fall, suffer biggest two-week decline since June
https://www.marketwatch.com/livecoverage/stock-market-today-dow-s-p-500-nasdaq-investors-await-august-jobs-data/card/gold-prices-fall-suffer-biggest-2-week-decline-since-june-mm2T253iR1L2N8fSoZCA

Reuters / Graphic Online – Bitcoin heads for third winning week as macro pressures mount
https://graphiconline.com/business/business-news/bitcoin-heads-for-third-winning-week-as-macro-pressures-mount.html

BLS – Schedule of Selected Releases for September 2026
https://www.bls.gov/schedule/2026/09_sched.htm

MarketWatch – U.S. Economic Calendar
https://www.marketwatch.com/economy-politics/calendar

Reuters – Take Five: Good evening, Mr Bond
https://www.reuters.com/business/take-five/global-markets-themes-2026-09-04/