Il Governo Meloni attraverso gli occhi dei mercati: aumento delle azioni e riduzione dello spread.

07 settembre 2026 | 16:17

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Dopo quattro anni di governo Meloni, il panorama economico dell’Italia si presenta notevolmente cambiato rispetto a ottobre 2022. La Borsa di Milano ha visto il proprio valore più che raddoppiarsi, con il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi, lo spread Btp-Bund, che si è ridotto di circa due terzi. In cifre, il Ftse Mib, il principale indice borsistico di Milano, ha superato la soglia dei 52 mila punti, mentre lo spread si attesta attorno agli 81 punti base.

Quando Giorgia Meloni ha assunto la carica di Presidente del Consiglio il 22 ottobre 2022, il Ftse Mib era appena sopra i 21 mila punti. Oggi, il valore ha oltrepassato i 52 mila, registrando un incremento superiore al 140% in meno di quattro anni. Durante questo periodo, l’indice ha progressivamente recuperato terreno, raggiungendo nuovi massimi, come i 53.717 punti toccati il 7 agosto. Solo nel primo semestre di quest’anno, il Ftse Mib ha guadagnato circa il 15%, superando le performance delle principali borse europee. Tuttavia, è importante non trascurare il divario evidente tra le aziende che si quotano e quelle che abbandonano il listino.

Se Piazza Affari riflette la fiducia nel mercato italiano, lo spread indica il cambiamento nella percezione del rischio Paese.

All’inizio del governo Meloni, il differenziale tra i Btp e i Bund decennali si attestava intorno ai 233 punti base, mentre oggi si colloca tra 81 e 82 punti. Si tratta di una diminuzione di circa 150 punti base, pari a quasi due terzi in quattro anni. È fondamentale non confondere lo spread con il costo del debito: il rendimento del Btp decennale rimane sopra il 4%, attorno al 4,15%. La variazione significativa riguarda principalmente il premio aggiuntivo richiesto dal mercato all’Italia rispetto alla Germania.

Tuttavia, non tutte le dinamiche possono essere attribuite all’operato del governo. Lo spread è influenzato anche dalle decisioni della Banca Centrale Europea, dal ciclo dei tassi e dall’andamento dei rendimenti europei. La crescita del Ftse Mib è stata altresì influenzata da fattori come le ristrutturazioni nel settore bancario, l’aumento dei prezzi dell’energia e le tendenze globali, tra cui il progresso dell’intelligenza artificiale.

I settori della tecnologia, dell’energia e della finanza hanno rappresentato i principali motori di crescita per Piazza Affari. Su base annua, il settore tecnologico ha registrato un incremento di circa il 95%, l’energia oltre il 50%, le assicurazioni quasi il 40% e le banche circa il 33%. Tra i titoli più performanti ci sono STMicroelectronics con un aumento del 99,40%, Saipem con il 79,46% e Mediobanca con il 58,00%. Questi risultati possono essere considerati un "dividendo della stabilità", ma la vera sfida ora consiste nel trasformare la diminuzione dello spread e il rally borsistico in una crescita sostenibile. Infatti, non sempre il verdetto dei mercati coincide con quello dell’economia reale.

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