Fiscal drag: che cos’è la tassa invisibile e quale impatto ha su salari e pensioni? Ecco le simulazioni.

Fiscal Drag: Un Effetto Sottovalutato sull’Irpef di Lavoratori e Pensionati

Non si tratta di una nuova imposta né di un incremento delle aliquote fiscali. Ciò che viene discusso è un meccanismo automatico che può, però, comportare un aumento dell’Irpef versata da dipendenti e pensionati. Questo fenomeno, noto come fiscal drag o drenaggio fiscale, si verifica in presenza di inflazione, quando salari e pensioni vengono adeguati in termini nominali per far fronte all’aumento del costo della vita, ma le soglie fiscali non vengono aggiornate di conseguenza.

Di conseguenza, una porzione dell’incremento salariale, destinato a compensare l’inflazione, può finire per essere assorbita dallo Stato. Questo tema torna alla ribalta in vista della prossima manovra finanziaria.

Come Funziona il Fiscal Drag

Il meccanismo del fiscal drag è piuttosto semplice. Se un lavoratore riceve un aumento salariale del 3% a fronte di un incremento dei prezzi dello stesso valore, in teoria non sta guadagnando di più: il suo reddito cresce solo per mantenere, almeno in parte, il potere d’acquisto.

Il problema si presenta quando gli scaglioni dell’Irpef e le detrazioni rimangono invariati. Un incremento nominale del reddito può portare una parte del guadagno a rientrare in uno scaglione più alto o a ridurre determinate detrazioni legate al reddito.

Un esempio chiarificatore: consideriamo un reddito imponibile di 28.000 euro che aumenta del 3%, arrivando a 28.840 euro. Se la soglia di 28.000 euro non viene adeguata all’inflazione, i 840 euro extra rientreranno nello scaglione superiore. Nel 2026, la seconda aliquota Irpef è stata ridotta dal 35% al 33% per la fascia di reddito compresa tra 28.000 e 50.000 euro.

Il calcolo esatto dell’imposta aggiuntiva dipende, naturalmente, dal reddito totale, dalle detrazioni e da altri fattori indicati nella dichiarazione dei redditi. Pertanto, l’esempio serve a illustrare il meccanismo, senza indicare quanto ciascun contribuente dovrà effettivamente pagare.

Impatti Previsti per il Biennio 2026-2027

Le proiezioni degli economisti Marco Leonardi e Leonzio Rizzo, pubblicate su Repubblica, stimano che il maggiore prelievo derivante dal fiscal drag per il biennio 2026-2027 potrebbe ammontare a 8,1 miliardi di euro nello scenario centrale. Circa 6 miliardi di euro riguarderebbero i lavoratori dipendenti, mentre poco più di 2 miliardi di euro ricadrebbero sui pensionati.

Queste simulazioni si basano sulle previsioni di inflazione della Banca d’Italia, che prevede un tasso del 3,1% nel 2026 e del 2% nel 2027, per un aumento cumulato dei prezzi intorno al 5,2%. Se l’inflazione dovesse risultare più alta, il costo salirebbe ulteriormente. Con un incremento cumulato dei prezzi del 6%, il fiscal drag potrebbe arrivare a 9,35 miliardi di euro. In uno scenario più severo, con un’inflazione cumulata dell’8,2%, il drenaggio fiscale potrebbe raggiungere i 12,74 miliardi di euro, di cui circa 9 miliardi a carico dei lavoratori dipendenti e quasi 4 miliardi a carico dei pensionati.

Chi Sono i Maggiori Soggetti Colpiti?

Il fiscal drag colpisce principalmente chi ha un reddito soggetto all’Irpef progressiva e vede un aumento del proprio reddito nominale. Le simulazioni citate si riferiscono in particolare a lavoratori dipendenti e pensionati, ma l’impatto varia a seconda del reddito, dell’incremento ricevuto, delle detrazioni e della situazione fiscale individuale. Inoltre, nelle stime fornite non sono incluse le addizionali regionali e comunali.

È importante sottolineare che chi non riceve alcun aumento non subirà un incremento dell’Irpef a causa del fiscal drag, ma continuerà a perdere potere d’acquisto se i prezzi aumentano.

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