
Le Borse europee procedono in ordine sparso, mentre l’euro scende sotto quota 1,12 dollari, raggiungendo il livello più basso dal maggio 2025. I future di Wall Street sono in territorio negativo. In calo anche lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi, attestato a 116,5 punti.
Le preoccupazioni per il debito pubblico dell’Eurozona spingono però al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato dei Paesi periferici. Il Btp decennale sale di 1,8 punti, al 4,62%; l’Oat francese avanza di 0,7 punti, al 4,87%, mentre il Bono spagnolo guadagna 2,3 punti, al 4,1%. Il rendimento del Bund tedesco scende invece di 0,5 punti, al 3,45%.
A settembre migliorano gli indici Pmi di Germania, Francia, Spagna e dell’intera Eurozona, mentre quello italiano diminuisce. Nel pomeriggio sono attesi i dati statunitensi e gli indici Ism. Madrid guida i listini con un rialzo dello 0,6%, seguita da Londra (+0,33%) e Milano (+0,15%). In lieve progresso anche Francoforte (+0,1%); Parigi cede lo 0,77%.
Il greggio statunitense Wti prosegue la flessione, perdendo lo 0,61% a 90,55 dollari al barile. Sale invece il Brent, in rialzo dello 0,55% a 102,8 dollari. Il gas arretra dello 0,75%, a 74,2 euro al megawattora, mentre l’oro resta pressoché stabile (-0,05%) a 4.160,1 dollari l’oncia.
Rallentano i guadagni dei titoli petroliferi: Repsol sale dell’1,3%, Shell dell’1,25%, TotalEnergies dell’1,2%, Eni dello 0,55% e Bp dello 0,35%.
Tra i produttori di semiconduttori prevalgono le vendite: Aixtron perde l’1,6%, Infineon l’1,1% e Asm lo 0,65%. Stm prova invece a recuperare terreno, con un aumento dello 0,2%.
Debole il comparto del lusso, con Hermes in calo del 2,23%, Kering dell’1,3% e Pandora dell’1,2%. In controtendenza Cucinelli, che guadagna l’1,2%, e Moncler, in rialzo dello 0,6%.
Le banche mostrano un andamento contrastato. Bper sale del 2,5%, Santander del 2,4% e Intesa dell’1,15%, dopo aver aumentato di 25 centesimi l’offerta pubblica di acquisto e scambio su Mps, il cui titolo avanza dell’1%. In positivo anche Unicredit (+0,65%), Banco Bpm (+0,55%) e Commerzbank (+0,45%). Mediobanca arretra invece del 4,38%, preceduta da SocGen (-1,72%) e Credit Agricole (-0,77%).













