
Analisi della Puntualità dei Treni Italiani nei Primi Sette Mesi del 2026
Nei primi sette mesi del 2026, il sistema ferroviario italiano ha registrato un totale di 8,8 milioni di minuti di ritardo, equivalenti a circa 16 anni e 9 mesi. Questo dato è stato reso noto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti durante un’audizione in Commissione alla Camera, in risposta a un’interrogazione presentata dal Partito Democratico. Andrea Casu, deputato del Pd e vicepresidente della Commissione Trasporti, ha sottolineato la necessità di maggiore trasparenza riguardo alla puntualità del servizio ferroviario. “È un passo avanti che il Ministero abbia finalmente riconosciuto il numero totale dei ritardi certificati fino ad oggi”, ha dichiarato Casu. Tuttavia, rimane senza risposta una questione cruciale sollevata nell’interrogazione: l’ammontare dei rimborsi e degli indennizzi destinati ai viaggiatori a causa di questi disservizi.
Un altro aspetto significativo riguarda l’Alta Velocità. Casu ha riportato che, secondo le informazioni fornite dal Ministero, solo il 23% dei ritardi verificatisi tra il 1° gennaio e il 31 luglio è attribuibile a fattori esterni, come condizioni meteorologiche avverse, eventi eccezionali, presenza non autorizzata di persone sui binari, attraversamenti abusivi, furti e sabotaggi. Di conseguenza, il restante 77% dei ritardi è da considerarsi interno al sistema. Secondo il deputato, questo dato mette in discussione la gestione del servizio ferroviario, che include le condizioni delle infrastrutture e del materiale rotabile.
Casu ha espresso forti critiche nei confronti del governo, invitando Meloni e Salvini a riconoscere la crisi del settore dei trasporti e il fallimento delle loro politiche. Ha evidenziato le difficoltà quotidiane di pendolari, studenti e lavoratori, e ha annunciato che il Partito Democratico continuerà a sollecitare chiarimenti sui ritardi e sulle misure necessarie per garantire il diritto alla mobilità su tutto il territorio nazionale. Resta, inoltre, irrisolta la questione economica: il Ministero non ha ancora reso noto il totale dei rimborsi e degli indennizzi erogati ai passeggeri per i disservizi.
Dichiarazione di RFI
RFI ha comunicato che, rispetto ai primi sette mesi del 2018, la puntualità dei treni Alta Velocità è aumentata di otto punti percentuali nel 2026. Attualmente, otto treni AV su dieci arrivano in orario o con un ritardo massimo di 10 minuti. Anche i treni Intercity e regionali seguono questa tendenza, con percentuali di puntualità rispettivamente dell’85,2% (rispetto al 77,7% del 2018) e del 90,4% (rispetto all’86,7%).
I risultati ottenuti confermano l’importanza del servizio passeggeri per RFI e per il Gruppo FS Italiane, che sta implementando ulteriori misure per migliorare la puntualità e la regolarità dei treni, aspetti che saranno centrali nel prossimo Piano industriale.
I livelli di puntualità considerano tutte le cause, sia interne che esterne, e includono tutti i treni delle aziende di trasporto che operano sulla rete ferroviaria nazionale. In particolare, durante l’estate, periodo in cui si concentrano la maggior parte dei cantieri, la puntualità dei treni AV ha mostrato un miglioramento di otto punti percentuali rispetto allo stesso periodo del 2024.








