Mps, riflessioni iniziali del cda sull’offerta di Intesa Sanpaolo

Analisi dell’Esito del Consiglio di Amministrazione di Montepaschi

Nella giornata di ieri, il consiglio di amministrazione straordinario di Montepaschi non ha preso decisioni definitive né ha registrato colpi di scena rilevanti, limitandosi a emettere un comunicato stampa di sette pagine contenente solo «osservazioni preliminari». Le valutazioni più significative arriveranno solo dopo la pubblicazione del Documento di offerta dell’Opas di Intesa Sanpaolo su Montepaschi, attesa per il successivo avallo da parte della Bce. Questo risultato è emerso durante la riunione convocata nel weekend, nonostante fosse già programmato un incontro per giovedì 15 ottobre.

Durante il consiglio, è stato discusso il rilancio dell’offerta di 25 centesimi per azione da parte di Intesa, che ha condizionato la propria proposta all’abbandono del piano alternativo presentato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio. La riunione, che si è svolta dalle 18 ed è durata circa tre ore, non ha portato a nuove azioni contro l’offerta di Intesa, né ha annunciato un rinvio dell’assemblea, prevista per la fine del mese. In questo incontro, è emerso che la doppia offerta su Banco Bpm e Banca Generali, insieme al dividendo straordinario di 4 miliardi, dovrà affrontare l’opposizione di almeno un terzo degli azionisti, sufficiente a bocciare il piano.

Secondo quanto riportato dall’agenzia Ansa, il consiglio di amministrazione ha nuovamente mostrato divisioni interne, con la minoranza che ha manifestato contrarietà ai contenuti del comunicato. Nonostante il rilancio dell’offerta di Intesa e il fronte di opposizione che supera il 33% del capitale di Montepaschi, il comunicato ha sottolineato che le osservazioni preliminari sono in attesa di ulteriori valutazioni sull’Offerta da parte del consiglio, supportato dai propri consulenti, come previsto dall’articolo 103 del D. Lgs. 58/98 (Tuf).

Nel comunicato sono stati evidenziati due punti principali. Il primo riguarda la «certezza» dell’Opas di Intesa. È stato sottolineato che Intesa ha subordinato la continuazione della propria offerta all’abbandono del progetto di Montepaschi, incrementando il corrispettivo ma senza garantire la conclusione dell’offerta. Questo è stato interpretato come una riserva da parte di Intesa di ritirare l’offerta in caso di approvazione di altri punti all’ordine del giorno, tra cui una fusione con Mediobanca.

Il secondo punto riguarda la valutazione del premio dell’Opas, considerato non congruo, e la necessità di un’analisi più approfondita da parte degli azionisti basata sui nuovi elementi forniti da Intesa. Gli azionisti sono dunque chiamati a decidere prima della pubblicazione del Documento di Offerta e del comunicato di Montepaschi, che riporterà la valutazione del consiglio sull’offerta.

La reazione del mercato, che si aspettava una mossa inaspettata da parte di Montepaschi, si traduce in un nulla di fatto. La convocazione di un cda straordinario ha sollevato interrogativi, soprattutto in assenza di un rinvio dell’assemblea. Montepaschi sembra aver scelto di prendere tempo, nonostante i dati suggeriscano una via favorevole all’Opas di Intesa. Questo approccio potrebbe generare confusione a meno di due settimane dall’assemblea del 29 ottobre, che avrà il compito di certificare il voto contrario al piano di Lovaglio. Ora, la parola passa ai proxy advisor, che forniranno indicazioni ai fondi.

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