
Con gli attuali livelli delle tariffe del gas sul mercato libero, la bolletta media per l’inverno si attesterebbe intorno agli 860 euro per le famiglie italiane con un contratto a prezzo variabile. Scenderebbe invece a circa 630 euro per chi ha scelto un’offerta a prezzo fisso per 12 o 24 mesi. In vista della riaccensione dei termosifoni, il Codacons ha analizzato i maggiori costi sostenuti dalle famiglie a causa del forte aumento dei prezzi dell’energia, legato alla guerra in Medio Oriente.
La spesa varia da una regione all’altra, in funzione dei consumi, delle condizioni climatiche, delle caratteristiche urbanistiche e del livello di metanizzazione. Secondo le stime, supererebbe i 1.300 euro in Valle d’Aosta e in Trentino-Alto Adige, raggiungendo i 1.180 euro in Lombardia e i 1.095 in Veneto. Gli importi più contenuti si registrerebbero invece in Sicilia, con circa 487 euro, e in Campania, con 494 euro.
Considerando l’aumento delle tariffe sul mercato libero rilevato dall’Istat, osserva il Codacons, per chi ha un contratto a prezzo variabile la bolletta media invernale risulterebbe oggi più alta di circa 205 euro rispetto a quella del periodo dicembre 2025-marzo 2026. Gli incrementi maggiori riguarderebbero le regioni con i consumi più elevati per il riscaldamento: +329 euro in Valle d’Aosta, +310 in Trentino-Alto Adige e +281 in Lombardia. In Sicilia e Calabria, invece, la spesa aggiuntiva per l’inverno sarebbe inferiore a 120 euro.
Il conto per le famiglie potrebbe aumentare ulteriormente se i prezzi dell’energia sui mercati dovessero salire ancora. In tal caso, avverte il Codacons, rincarerebbero le tariffe del gas per i clienti con contratti a prezzo variabile e per gli utenti vulnerabili.
L’analisi dell’associazione si basa sui dati Arera relativi ai consumi effettivi di gas per uso domestico e condominiale nelle diverse regioni italiane, riferiti al 2024. Sono stati considerati anche i prezzi medi applicati dai gestori durante lo scorso inverno, da dicembre a marzo, comprensivi delle componenti per la materia prima, gli oneri di rete e di sistema, le imposte e le tasse. Le stime tengono inoltre conto degli aumenti registrati nell’ultimo mese dall’Istat sul mercato libero.












