
Riscrittura Completa
L’economia europea mostra segni di resilienza, secondo quanto dichiarato dalla presidente della Banca Centrale Europea (BCE), Christine Lagarde. L’inflazione si attesta attorno al 3%, e ci sono indicazioni favorevoli per un possibile aumento dei tassi di interesse da parte della BCE a settembre, un evento già previsto dai mercati. Tuttavia, le incertezze globali sono elevate e diversi governatori preferirebbero adottare un approccio attendista, una posizione che potrebbe essere condivisa anche dalla Federal Reserve, attualmente alle prese con un’inflazione persistente e un prezzo del diesel ai massimi storici, oltre a preoccupazioni riguardanti il debito pubblico statunitense. In questo contesto, il prezzo dell’oro ha ripreso a salire e il Tesoro statunitense sta preparando un programma di riacquisto per rassicurare gli investitori.
Questa è la situazione generale che i banchieri centrali si trovano ad affrontare dopo un’estate caratterizzata da temperature record, che potrebbero contribuire a un ulteriore aumento dell’inflazione, insieme a sforzi di pace falliti in Ucraina e a un potenziale escalation della crisi in Iran. La BCE ha programmato una riunione "fuori sede" a Berlino il 10 settembre, mentre la Federal Reserve si riunirà il 16 settembre, con i verbali delle sue discussioni in arrivo oggi, che potrebbero rivelare le divergenze all’interno del comitato di politica monetaria riguardo a un possibile aumento dei tassi entro la fine dell’anno. Lagarde, intervenuta in una riunione a porte chiuse del World Economic Forum a Ginevra, ha sottolineato l’importanza delle riforme nel mercato unico, ma non ha fornito indicazioni specifiche sui tassi, se non per affermare che l’economia "ha continuato a crescere nel 2026 nonostante lo shock energetico". Il prodotto interno lordo (PIL) è cresciuto dello 0,4% nel secondo trimestre, superando le aspettative e dimostrando una certa resilienza di fronte a dazi e crisi energetiche.
Per quanto riguarda l’Italia, i dati relativi ai dodici mesi fino a giugno 2026 mostrano un avanzo corrente in miglioramento, oltrepassando i 30 miliardi di euro. A livello europeo, il surplus ammonta a 276 miliardi di euro, sebbene in calo rispetto ai 303 miliardi dell’anno precedente. In merito all’inflazione, i dati di Eurostat indicano per luglio un’accelerazione al 2,9%, rispetto al 2,8% di giugno, con i prezzi al distributore che giocano un ruolo significativo. L’inflazione "core", che esclude alimentari ed energia, ha registrato un incremento al 2,5% dal 2,4%. Philip Lane, capo economista della BCE e membro del Consiglio, prevede che i prezzi si stabilizzeranno attorno al 3% per il resto dell’anno e non nasconde che il caldo record potrebbe aumentare l’inflazione nel 2027, a causa dei rincari alimentari. Con una crescita che si mantiene e un’inflazione "molto" al di sopra dell’obiettivo della BCE del 2%, ci sarebbero tutte le condizioni per un aumento dei tassi a settembre, dopo quello di giugno, che ha portato il tasso al 2,25%. Olli Rehn, governatore finlandese, ha affermato che è "essenziale" evitare una spirale di aumento dei prezzi e dei salari. Tuttavia, all’interno della BCE, diversi membri del consiglio mostrano inclinazioni verso una maggiore prudenza.
"Valuteremo l’impatto della guerra più avanti nel corso dell’anno", ha dichiarato Lane in un’intervista a una radio irlandese. Ci sono rischi imprevedibili, inclusa la possibilità di una recessione, derivanti dalla chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz. C’è la preoccupazione di ripetere l’errore di Jean-Claude Trichet, che nel 2008 e nel 2011 aumentò i tassi, per poi pentirsene poco dopo. Inoltre, ci sono timori legati a una correzione brusca della ‘bolla’ sui mercati azionari e alle turbolenze nei mercati del debito. Oggi, il Tesoro statunitense ha annunciato un "riacquisto potenziato" di Treasury a lungo termine, dopo che ieri i rendimenti dei titoli a trent’anni hanno raggiunto i massimi in 25 anni, al 5,33%, influenzando anche i BTP italiani a scadenza equivalente, che hanno toccato il 4,89%, il livello più alto dal 2023. Questa manovra di Washington mira a rassicurare sul vasto debito pubblico statunitense, mentre il crescente indebitamento privato in competizione con il settore pubblico aggiunge ulteriore complessità. La decisione arriva dopo che, all’inizio di agosto, gli Stati Uniti hanno intrapreso un’azione insolita e non concordata, acquistando yen sul mercato per sostenere la valuta giapponese, vendendo euro invece di dollari. Molti osservatori ritengono che Washington abbia agito per evitare che Tokyo potesse liquidare miliardi di dollari in Treasury per sostenere la propria valuta, contribuendo a generare instabilità in un mercato che vale oltre 31.000 miliardi di dollari.













