
28 settembre 2026 | 15:27
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L’economista tedesco Daniel Gros, della Bocconi, ha espresso la sua opinione sull’operazione di Eni riguardante la riduzione dei prezzi dei carburanti, affermando che tale iniziativa "indurrà le altre compagnie petrolifere a diminuire i prezzi, ma in misura limitata".
Secondo Gros, il mercato dei carburanti opera in un contesto oligopolistico, dove le aziende hanno interesse a mantenere le loro quote di mercato. "Ci sarà un effetto traino, ma sarà modesto", ha dichiarato.
Riguardo alla decisione di Eni, Gros ha sottolineato che, essendo un’azienda statale, una diminuzione dei prezzi comporterebbe una riduzione dei dividendi per lo Stato, che include sia il Tesoro che la Cassa Depositi e Prestiti. "La differenza rispetto a una riduzione fiscale è minima, dato che anche altri azionisti beneficiano in misura minore".
In merito alle fluttuazioni dei prezzi dei carburanti, Gros ha spiegato che tali oscillazioni sono dovute agli aggiustamenti delle raffinerie, che ora devono lavorare con un tipo di greggio diverso. "Ci vorrà tempo prima che il mercato raggiunga un nuovo equilibrio", ha affermato.
Quando gli è stato chiesto se sia necessario intervenire con un price cap, Gros ha risposto: "È preferibile lasciare che il mercato operi, poiché finora ha evitato i problemi di rifornimento temuti in primavera".
Passando ad un altro tema rilevante, Gros ha commentato le attuali dinamiche nel settore bancario, dove si discute della necessità di fusioni per competere con le grandi banche americane. "Non sono d’accordo con questa necessità", ha dichiarato. "Non vedo il bisogno di aggregazioni per competere con i colossi americani, che traggono profitto dalla loro posizione oligopolistica".
Gros ha aggiunto che le ricerche non mostrano evidenze di economie di scala significative per le banche che superano una certa dimensione di bilancio. "Le banche non beneficiano di dimensioni superiori a qualche miliardo".
Alcuni sostengono che le aggregazioni possano comportare rischi per le linee di credito destinate a famiglie e piccole e medie imprese. Tuttavia, Gros non condivide questa preoccupazione, affermando che tutte le banche utilizzano modelli di rischio basati sull’intelligenza artificiale.
Infine, sulla competitività delle banche europee, Gros ha indicato che essa dipende meno dall’assenza di un mercato unico dei capitali, ma piuttosto dai costi del personale, che ostacolano l’adozione di tecnologie IT. "Il caso di Commerzbank dimostra che è più importante avere un mercato competitivo per il corporate control, piuttosto che un mercato unico dei capitali a livello europeo".







