
I principali indici di borsa europei si confermano in calo, in attesa dell’apertura dei mercati statunitensi. A Parigi si registra un ribasso del 2,2%, a Madrid l’1,8%, a Milano l’1,6%, a Francoforte l’1,45% e a Londra l’1,35%, mentre i future americani si muovono anch’essi in territorio negativo.
Il prezzo del greggio continua la sua corsa, con il Wti che segna un aumento del 13,15% a 102,9 dollari al barile, e il gas naturale che sale del 15% raggiungendo 61,4 euro al MWh. Questi incrementi potrebbero influenzare l’inflazione e portare a un probabile rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca Centrale Europea nel corso dell’anno. Di conseguenza, i rendimenti dei titoli di stato sono in crescita: lo spread tra Btp e Bund si mantiene stabile a 80 punti, con il rendimento dei titoli italiani che aumenta di 7,7 punti raggiungendo il 3,69%, quello tedesco che sale di 3,7 punti al 2,89% e il francese che cresce di 7,7 punti attestandosi al 3,59%.
Il dollaro si rafforza, scambiandosi a 86,54 centesimi e a 74,89 sterline. Anche il prezzo dell’oro è in crescita, con un incremento dello 0,2% a 5.098,77 dollari l’oncia, mentre il Bitcoin recupera terreno, segnando un aumento dell’1,43% a 68.212 dollari.
Il settore dei semiconduttori continua a subire vendite, con Infineon che perde il 3,7%, Asml Holding il 3,52% e STMicroelectronics lo 0,88%, nonostante quest’ultima abbia avviato la produzione su larga scala nel settore della fotonica del silicio. Anche il comparto bancario mostra segni di debolezza: SocGen scende del 3,3%, Barclays del 3,12%, Santander del 3,05%, Unicredit del 2,74%, Mediobanca del 2,51% e Mps del 2,41%, in attesa del concambio per la fusione. Banco Bpm perde il 2,36%, mentre Intesa si mostra più cauta con un ribasso dell’1,15%.
Tra i titoli automobilistici, Ferrari segna un calo del 3% e Stellantis del 2,84%, mentre Volkswagen scende dell’1,15% in vista della pubblicazione dei risultati finanziari e Renault perde l’1,1% mentre si prepara a presentare il proprio piano strategico. In controtendenza, Shell guadagna l’1,84% e Bp l’1,2%, con Eni che si mantiene stabile con un aumento dello 0,4%, mentre TotalEnergies registra una variazione marginale dello 0,03%.
Il settore della difesa si distingue per la performance positiva di Leonardo, che cresce del 4,88%, sostenuta da analisi favorevoli di Barclays, e Hensoldt, che avanza del 4,75% grazie a raccomandazioni di Jefferies. Al contrario, i produttori di cavi e forniture elettriche, come Prysmian e Schneider Electric, mostrano segni di debolezza, perdendo rispettivamente il 4,88% e il 4,5%, in seguito a un report di UBS sugli effetti del conflitto in Iran.











