La pubblicazione di alcuni dei principali indicatori macroeconomici degli Stati Uniti subirà un ritardo a causa della temporanea sospensione dei finanziamenti federali, che ha impattato le operazioni del Bureau of Labor Statistics (BLS). L’agenzia ha reso noto un aggiornamento del calendario per la diffusione delle statistiche, con rinvii che variano da due a cinque giorni lavorativi rispetto alle date inizialmente programmate. Di seguito i dettagli.

### Nuove date di pubblicazione dei dati macroeconomici

I dati relativi all’occupazione e alla disoccupazione delle aree metropolitane per il mese di dicembre sono stati posticipati da mercoledì 4 febbraio a venerdì 6 febbraio. Il rapporto sull’occupazione di gennaio 2026, inizialmente previsto per il 6 febbraio, verrà ora reso disponibile mercoledì 11 febbraio alle 14:30.

L’indice dei prezzi al consumo (CPI) di gennaio è stato spostato da mercoledì 11 febbraio a venerdì 13 febbraio alle 14:30. Nella stessa data e ora sarà pubblicato anche il dato sui salari reali, anch’esso rimandato.

Questi rinvii non modificano il contenuto delle rilevazioni, ma comprimono il calendario macroeconomico, concentrando in pochi giorni una significativa quantità di informazioni di rilevanza per i mercati finanziari e per la Federal Reserve.

### Focus sul mercato del lavoro e sull’inflazione negli Stati Uniti

Il rinvio più significativo riguarda il report sul mercato del lavoro e i dati sull’inflazione negli Stati Uniti, due indicatori fondamentali per la politica monetaria della Fed. Il rapporto sull’occupazione, che include i payrolls non agricoli, il tasso di disoccupazione e la crescita salariale, rappresenta un indicatore chiave per valutare lo stato ciclico dell’economia americana.

Il ritardo nella pubblicazione di questi dati riduce temporaneamente la visibilità sulla dinamica occupazionale. Gli analisti prevedono che le buste paga del settore non agricolo cresceranno di 68.000 unità, rispetto alle 50.000 aggiunte nel mese di dicembre 2025. Il tasso di disoccupazione è atteso stabile al 4,4%, mentre i salari medi orari sono previsti invariati su base mensile (+0,3%) e in diminuzione su base annua, passando dal 3,8% al 3,6%.

Particolarmente rilevante è il rinvio del CPI, l’indice dei prezzi al consumo, che è la misura di inflazione più monitorata dai mercati e influisce direttamente sulle aspettative riguardo ai tassi d’interesse. La pubblicazione simultanea del CPI e dei salari reali il 13 febbraio renderà quella giornata particolarmente significativa nella prossima settimana.

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