
L’analisi di AlmaLaurea mette in evidenza il persistente divario salariale tra uomini e donne nel mercato del lavoro, nonostante le stesse qualifiche accademiche. I dati mostrano che le laureate continuano a guadagnare significativamente meno rispetto ai laureati, con conseguenze ampliate per le madri.
1. Le donne laureate guadagnano mensilmente tra 250 e 300 euro in meno rispetto ai laureati maschi, nonostante abbiano titoli di studio più elevati e voti migliori.
2. A cinque anni dalla laurea, gli uomini percepiscono un salario medio superiore del 15% rispetto alle donne.
3. Se le donne decidono di avere figli, il divario salariale aumenta fino al 34,3%, evidenziando l’impatto della maternità sulle opportunità lavorative.
4. Solo il 14,2% delle laureate è disposto ad accettare stipendi molto bassi (fino a 1.250 euro), mentre il 7,8% dei laureati maschi manifesta la stessa disponibilità.
5. Il 12,5% degli uomini segue il percorso professionale del padre, rispetto al 6,3% delle donne che seguono quello della madre.
6. Le donne tendono a non fare distinzioni tra i genitori: l’8,6% segue le orme del padre e l’8,4% quelle della madre.
7. La disponibilità a lavori poco retribuiti è diminuita nel tempo, ma le laureate che accettano tali posizioni rimangono significativamente più numerose rispetto ai laureati maschi.
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