
La guerra in Medio Oriente continua a influenzare i mercati globali. Nella giornata di ieri, il prezzo del Brent ha raggiunto i 100 dollari al barile, mentre le borse asiatiche hanno registrato perdite fino al 5%. Roberto Rossignoli, Senior Portfolio Manager di Moneyfarm, ha dichiarato all’Adnkronos che nel breve periodo “ci aspettiamo che diversi asset rimangano sotto pressione”. Le borse europee e asiatiche si trovano in difficoltà a causa della loro forte dipendenza energetica dallo stretto di Hormuz. Anche il mercato obbligazionario non sta attraversando un buon momento, a causa di rinnovati timori legati all’inflazione.
Rossignoli ha evidenziato tre aspetti cruciali da considerare. In primo luogo, gli attacchi iraniani hanno iniziato a colpire anche le infrastrutture energetiche. In secondo luogo, Israele e Stati Uniti non hanno discusso un cessate il fuoco, e l’amministrazione americana sta valutando la possibilità di inviare truppe sul campo. Infine, c’è una notevole confusione all’interno dell’Iran, con divergenze tra la Guardia Rivoluzionaria e la presidenza. Tuttavia, la conferma di Mojtaba Khamenei, figlio del leader Ali Khamenei, come nuova guida suprema rappresenta un’affermazione dell’ala più radicale al potere.












