
Si chiude oggi a mezzanotte il termine per presentare le offerte vincolanti per l’ex Ilva. Questa fase della gara si svolge in condizioni molto diverse rispetto alle precedenti: l’area a caldo dello stabilimento di Taranto è definitivamente ferma e gli impianti sono spenti in seguito alla pronuncia della Cassazione, che ha confermato il decreto della Corte d’Appello di Milano. È stata inoltre richiesta la cassa integrazione straordinaria per un massimo di 8.622 lavoratori, rispetto agli attuali 4.450. L’ultimo incontro con i sindacati al ministero del Lavoro si è concluso senza un’intesa.
Tra i possibili partecipanti, al momento, figurano Jindal, interessata all’intero perimetro dell’ex Ilva, e il gruppo statunitense Flacks, che di recente ha ribadito di essere ancora in corsa. Appare invece sempre meno probabile che la cordata italiana guidata da Federacciai trasformi in un’offerta la manifestazione d’interesse presentata ad agosto. Si è ritirata anche la società ceca CE Industries, che nei mesi scorsi aveva avuto accesso alla dataroom senza tuttavia formalizzare la propria partecipazione alla gara.
La procedura è stata avviata nel luglio 2024, dopo che il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, aveva disposto l’amministrazione straordinaria di Acciaierie d’Italia Spa. Il bando è stato successivamente modificato e rilanciato più volte: la scadenza per la presentazione delle offerte, inizialmente fissata al 15 ottobre, è stata infine prorogata all’8 novembre.











