
Introduzione
La situazione nello Stretto di Hormuz si fa sempre più tesa, con l’Iran che minaccia di chiudere il passaggio per influenzare i prezzi del petrolio, ora sopra i 100 dollari al barile. Le recenti dichiarazioni del nuovo leader iraniano, Mojtaba Khamenei, evidenziano l’intensificarsi delle tensioni tra Iran, Stati Uniti e Israele.
Punti chiave
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L’Iran minaccia la chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz per fare pressione sui prezzi del petrolio.
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Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema, ha dichiarato che la chiusura dello Stretto è uno strumento contro il “nemico”.
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Khamenei ha chiesto la chiusura immediata di tutte le basi militari statunitensi in Medio Oriente, avvertendo che saranno attaccate.
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Il trasporto di petrolio attraverso lo Stretto è stato interrotto dall’inizio della guerra, causando un’impennata dei prezzi del greggio.
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L’Agenzia Internazionale dell’Energia ha confermato che i paesi del Golfo hanno ridotto la produzione di petrolio di almeno 10 milioni di barili al giorno.
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Si prevede che l’offerta globale di petrolio crollerà di 8 milioni di barili al giorno a marzo a causa del conflitto.
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Le quotazioni del petrolio hanno raggiunto oltre 100 dollari al barile, con il Brent a 101,02 dollari e il WTI a 96,05 dollari.








