Meta Platforms ha annunciato l’introduzione di supplementi sui costi delle inserzioni pubblicitarie per affrontare l’aumento delle imposte sui servizi digitali, seguendo l’esempio di Google e Amazon. A partire dal 1 luglio, gli inserzionisti in Italia dovranno pagare una tassa di localizzazione del 3%.

1. A partire dal 1 luglio, Meta addebiterà una tassa di localizzazione del 3% per le inserzioni pubblicitarie in Italia.

2. Questa tassa è stata introdotta per compensare le imposte sui servizi digitali imposte dai governi, in modo simile a quanto già fatto da Google e Amazon.

3. La tassa di localizzazione è calcolata in base alla posizione dell’audience e non alla sede dell’inserzionista.

4. Le aliquote variano tra i Paesi: Gran Bretagna 2%, Francia, Italia e Spagna 3%, mentre Austria e Turchia applicano un’imposta del 5%.

5. La digital tax in Italia è in vigore dal 2020 e ha generato un gettito di circa 400 milioni nel 2025, anche se inferiore alle previsioni iniziali.

6. Le tasse digitali sono oggetto di controversie tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti, che le considerano discriminatorie nei confronti delle aziende americane.

7. Meta ha fino ad ora assorbito i costi aggiuntivi, ma ha deciso di trasferirli agli inserzionisti a causa dell’aumento delle imposte.



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