Analisi sui dubbi riguardo al taglio delle accise sui carburanti

Il governo italiano manifesta incertezze, sia di natura tecnica che politica, riguardo alla possibile riduzione delle accise sui carburanti. Attualmente, sembra che l’esecutivo stia considerando la reintroduzione di un bonus anti-aumento, destinato alle famiglie in difficoltà economica, ossia quelle con un ISEE inferiore a 15.000 euro, oltre a sgravi fiscali per le aziende più vulnerabili a causa della crisi, che ha portato a un aumento dei costi energetici e a restrizioni sulle esportazioni, amplificato dall’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran e dalla conseguente impennata dei prezzi.

L’opposizione, guidata da Elly Schlein, critica questa scelta e propone il ripristino del meccanismo delle accise mobili. “I giorni passano e gli italiani non vogliono pagare le guerre illegali di Trump e Netanyahu”, afferma Schlein. Questa proposta è stata sostenuta anche dal vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ma appare in contrasto con le posizioni del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. I consumatori, intanto, si esprimono contro il bonus, definendolo “un palliativo inefficace”.

In attesa del prossimo Consiglio europeo, previsto per giovedì, si spera che venga elaborata una strategia comune per affrontare l’aumento dei prezzi. Il ministro Urso ha dichiarato che la questione dei carburanti sarà discussa nel prossimo Consiglio dei ministri; tuttavia, al momento non sono state convocate riunioni per questa settimana, che rappresenta l’ultima fase della campagna elettorale prima del referendum. L’esecutivo, inoltre, sta “monitorando” l’evoluzione degli effetti della crisi. Le stime del Codacons indicano che il costo aggiuntivo per gli automobilisti ammonta a 16,5 milioni di euro al giorno.

Urso, insieme al ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sta esaminando quali misure adottare. “Interverremo con misure compensative mirate e più efficaci a favore delle famiglie in difficoltà, degli autotrasportatori e delle imprese. Spero di presentare già al prossimo Consiglio dei ministri”, ha dichiarato in un’intervista a Quotidiano Nazionale. Il ministro ha anche sottolineato che la riduzione delle accise decisa da Mario Draghi ha comportato un costo di circa un miliardo di euro al mese per lo Stato, senza raggiungere l’obiettivo desiderato: l’inflazione è continuata a crescere e, come evidenziato dall’Ufficio di Bilancio della Camera, i vantaggi sono andati principalmente a favore dei ceti più abbienti.

Tajani non esclude una revisione delle accise, ribadendo che il governo sta lavorando con attenzione e che è fondamentale “fare bene piuttosto che fare in fretta”, considerando anche la durata e l’impatto della crisi. Dall’opposizione, la leader del Partito Democratico insiste sulla necessità di un meccanismo che consenta di restituire immediatamente ai cittadini l’extragettito derivante dagli aumenti del prezzo della benzina e del diesel, ormai oltre i 2 euro al litro. Anche il Codacons sollecita il governo a considerare le accise mobili, evidenziando che i bonus non offrono reali vantaggi per la collettività. Secondo l’associazione dei consumatori, Urso ha sottovalutato i benefici della riduzione delle accise operata da Draghi nel marzo 2022, che portò a un abbassamento immediato dell’inflazione di mezzo punto percentuale, equivalente a un risparmio di circa 4 miliardi di euro per i consumatori.

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