Analisi del Turismo in Sicilia nel 2025

Nel 2025, il numero di presenze turistiche in Sicilia ha raggiunto oltre 22,5 milioni, mantenendo i livelli del 2024. Tuttavia, si osservano tendenze contrastanti tra i turisti: le presenze italiane sono scese sotto i 10 milioni, segnando un decremento del 6,3% rispetto all’anno precedente, mentre quelle straniere hanno visto un incremento, avvicinandosi ai 13 milioni con una crescita del 5,5%. Questi dati risultano inferiori rispetto alla media nazionale, dove le presenze domestiche si sono stabilizzate sui valori del 2024 e quelle straniere sono aumentate del 4,3%. Queste informazioni sono state presentate in uno studio di Prometeia durante il forum delle economie a Palermo, organizzato in collaborazione tra UniCredit e Federalberghi Sicilia.

Le difficoltà nel settore si riflettono anche negli arrivi presso gli aeroporti siciliani, che nel 2025 hanno registrato un modesto aumento, raggiungendo 23 milioni di passeggeri. Qui si evidenzia un calo dell’1,7% per i viaggiatori italiani, a fronte di una stabilità a livello nazionale e di una crescita in regioni come Puglia e Sardegna. Al contrario, gli arrivi di turisti stranieri sono aumentati del 5,1%, arrivando a 8,3 milioni, sebbene questo aumento sia inferiore sia al dato nazionale (+7,6%) che a quello delle altre due regioni, dove si è superato il +13%.

Lo studio di Prometeia mette in luce anche la variazione della durata media dei soggiorni. Sebbene le fluttuazioni siano minime di anno in anno, si è registrata una leggera diminuzione per la Sicilia, principalmente a causa della riduzione della permanenza dei turisti italiani, scesa sotto le 3 notti. Al contrario, la durata media a livello nazionale è aumentata, raggiungendo 3,4 notti, rispetto alle 3,1 notti della Sicilia.

Il settore turistico siciliano rappresenta il 4,2% dell’economia regionale e il 4,8% dell’intera filiera turistica italiana. Questo risultato è il frutto del coinvolgimento di diversi ambiti, dai trasporti allo shopping, fino all’industria alimentare e all’offerta culturale, naturalistica e ricreativa.

Diversi settori hanno potuto beneficiare di una crescita sostenuta dei fatturati dal 2019 al 2025, superando le performance nazionali, nonostante la mancanza di grandi imprese e il ridotto numero di aziende di medie dimensioni.

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