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Dopo un ritardo, le azioni di Rajputana Stainless hanno fatto il loro esordio con un andamento contenuto giovedì. Il titolo è stato quotato a 123,95 Rs sulla BSE, con un premio dell’1,6% rispetto al prezzo di emissione di 122 Rs. Tuttavia, sul NSE è stato quotato a parità. Prima della quotazione, l’IPO aveva mostrato un premio di mercato grigio (GMP) piuttosto stabile.

L’IPO di 255 crore Rs comprendeva un’emissione nuova di 179 crore Rs e un’offerta di vendita di 76 crore Rs. I proventi derivanti dall’emissione nuova saranno principalmente destinati a finanziare spese in conto capitale per un nuovo impianto di tubi senza saldatura in acciaio inossidabile, a ripagare debiti e a sostenere scopi aziendali generali.

Nonostante si trattasse di un’offerta considerevole, la risposta degli investitori è stata modesta. L’IPO è stata sottoscritta 1,12 volte nel complesso, con un interesse maggiore da parte degli investitori istituzionali. La porzione riservata agli investitori qualificati (QIB) è stata sottoscritta 2,51 volte, mentre il segmento degli investitori non istituzionali (NII) ha registrato una sottoscrizione di 2,59 volte. La partecipazione al dettaglio, tuttavia, è rimasta debole, attestandosi a solo 0,27 volte, indicando una limitata attrattiva tra gli investitori individuali.

Rajputana Stainless produce prodotti in acciaio inossidabile lunghi e piatti, servendo settori come quello petrolifero e del gas, aerospaziale, difesa, automotive e ingegneria. L’azienda gestisce un impianto di produzione integrato in Gujarat e offre un portafoglio di prodotti diversificato che comprende oltre 80 gradi di acciaio.

Dal punto di vista finanziario, l’azienda ha riportato una redditività costante, ma affronta sfide in termini di crescita. L’utile netto è aumentato a 39,85 crore Rs nell’anno fiscale 2025, rispetto ai 31,63 crore Rs dell’anno fiscale 2024, sebbene i ricavi siano stati incoerenti nel corso degli anni. I margini rimangono modesti, con un EBITDA nella fascia a una cifra.

Gli analisti hanno inoltre sollevato preoccupazioni riguardo alle valutazioni. Al prezzo massimo dell’emissione, l’IPO è valutata con un rapporto prezzo-utili di circa 21 volte, considerato relativamente aggressivo dato che l’azienda opera in un segmento frammentato e competitivo.

Sebbene le prospettive a lungo termine dipendano dall’esecuzione efficace dei piani di espansione e dalla domanda da parte delle industrie finali, le aspettative a breve termine sembrano contenute, con gli investitori che probabilmente rimarranno cauti riguardo alla performance post-quotazione e alla visibilità degli utili.

(Disclaimer: Le raccomandazioni, i suggerimenti, le opinioni e i punti di vista forniti dagli esperti sono personali e non rappresentano le opinioni di The Economic Times.)

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