Riunione del CDA di MPS: Revocate le deleghe a Luigi Lovaglio

Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena (MPS) si è riunito per il terzo giorno consecutivo, decidendo infine di revocare le deleghe all’amministratore delegato Luigi Lovaglio, sospendendolo anche dalla posizione di direttore generale. La decisione è stata presa al termine di una lunga seduta, durante la quale si è ipotizzato che Lovaglio fosse propenso a dimettersi. Tale sviluppo è stato determinato dalla perdita di fiducia nei suoi confronti, conseguente alla sua inusuale candidatura in una lista alternativa a quella proposta dal consiglio.

Nonostante i tentativi della banca di convincerlo a ritirarsi, Lovaglio ha scelto di non accettare. Già escluso dalla lista di nomi per il rinnovo del consiglio in vista dell’assemblea del 15 aprile, dove Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di Acea, è stato ufficialmente proposto come unico candidato, la rottura definitiva con Lovaglio è avvenuta dopo la sua candidatura con la lista presentata da Plt Holding, controllata dalla famiglia Tortora, che detiene solo l’1,2% delle azioni di MPS. Questa scelta è stata fatta senza alcuna comunicazione al consiglio, né alla banca, né al mercato, durante la sua partecipazione alla conferenza di Morgan Stanley a Londra.

Per formalizzare la conclusione del rapporto con l’ex amministratore delegato, il consiglio di amministrazione, presieduto da Nicola Maione, ha richiesto ulteriori pareri tecnici, rendendo il processo di rottura lungo e complesso. “Dopo aver effettuato gli opportuni approfondimenti con l’assistenza di consulenti esterni di rilievo”, il consiglio ha deciso di revocare le deleghe a Lovaglio in qualità di amministratore delegato, assumendo direttamente tutti i relativi poteri. Inoltre, è stata deliberata la sua sospensione immediata dalle funzioni di direttore generale, come comunicato ufficialmente. Fino alla nomina del nuovo consiglio, la gestione delle attività ordinarie sarà affidata a Maurizio Bai, vice direttore generale vicario, per garantire la continuità operativa della banca.

In preparazione dell’assemblea, si attendono i consigli di voto da parte dei proxy advisor Iss e Glass Lewis, che influenzeranno le decisioni degli azionisti, in particolare dei fondi esteri, in un contesto in cui oltre il 60% della banca è detenuto da investitori istituzionali. Di norma, questi ultimi tendono a votare per la lista proposta dal consiglio o, in alternativa, per quella di minoranza di Assogestioni. Nel caso di Monte dei Paschi, l’esito dell’assemblea sarà anche influenzato dalle scelte dei principali azionisti, come Delfin, controllata dagli eredi Del Vecchio, che detiene il 17,5% delle azioni e potrebbe astenersi dal voto.

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